Cerca
Leggi scritto
Autore: riccardo
Eri Tu

Ascolta la musica:
Abstract: Io e Nick Drake sotto la luna rosa.
Riferimento: Nick Drake
You know that I love you
You know I don't care
You know that I see you
You know I'm not there
Che stupido! Perché sei morto prima di morire?
Io ti odio. Perché accarezzi il mio cuore che come cetra ora oscilla lieve al triste vento.
Perché eri completamente spoglio e disarmato, e fortissimo.
Perché eri solo voce e chitarra, eri solo musica.
Perché in quei momenti pareva avessi trovato il tuo place to be.
Perché quando ti sento pare lo trovi anch’io.
Eppure sei morto. Giovane. Perché lo hai fatto, stupido!
Eri troppo intelligente? No, avevi aperto troppo il cuore, non sapendo quanto era cattivo il mondo.
Ti eri fidato. Eri spoglio e disarmato, già.
Ma non lo sapevi che la prima regola è difendersi?
Fino a quando non trovi il tuo place to be.
Non puoi andare disarmato ovunque, per quanto forte tu possa essere. Perché le loro armi fanno male, uccidono, sono velenose e colpiscono alle spalle. Si prendono le libertà della guerra. E sono talmente ignobili da negarlo anche a loro stessi di essere in guerra.
Stupido. Cosa credevi, di aver visto tutto quello che c’era dietro il sole? Pensavi di averglielo spiegato per bene e che loro capissero?
Che ingenuo. Che fiducia ingiustificata.
Eri fortissimo, ma non tanto da cambiarli.
Come è andata? Non puoi dirmelo perché sei morto. Una pillola e poi l’altra per addolcire il dolore. Non guardarlo in faccia. Se lo avessi fatto, forse, ci saresti ancora, sicuro. Perché qualcuno di loro si sarebbe reso conto, si sarebbe svegliato dal suo torpore atarassico che lo faceva complice del più vigliacco dei crimini. Gli sarebbe solo parso di morire, ma in realtà sarebbe nato per la prima volta. E ti avrebbe curato. Perché avrebbe sentito il dolore in te e si sarebbe reso conto che curarti fosse l’unica cosa da fare, per lui.
E invece una pillola dietro l’altra fino a quella fatale.
E ora sei morto. Non ci sei.
Cosa hai visto quando eri in Spagna e solleticavi le tue corde? Mentre le accarezzavi colando miele e sangue? Ma lì era già tutto finito, vero? Eri già morto. Sei solo tornato per dare loro l’ultimo regalo, il più prezioso, benché ti avessero ucciso. E dopo è stato tutto naturale, anche morire.
E io ti odio, perché fai odiare tutti i frammenti di me che rivedo nell’esercito sciacallo che lo ha fatto. E sconquassi il mio umore e ogni istante vacillo.
Io ti odio, perché sei morto invece di continuare a combattere, e quando si viene uccisi un po’ lo si vuole sempre.
Io ti odio, perché hai portato a compimento la tua opera da fantasma, quando sei morto, invece di essere carne, sangue e nervi insieme a noi, insieme a me.
Perché eri proprio tu.
E ti amo per quello che mi hai fatto.
E ti amo per quello che sei.
E ti amo.
lascia un commento :: 1 commenti
Versione per Stampa
Torna