Leggi scritto




Autore: b.e.a.

Mille ancora
Aggiungi questo scritto ai tuoi preferiti

Abstract: Anime salve (F. De André - I. Fossati)

Riferimento: De André


Condividi su Twitter

Cerco la fine del mondo. Bologna di sera mangia, non chiacchiera, è chiusa in casa. Io sto sul lato di un dirupo. Guardo e negli occhi ho l'amore di non vederti ma saperti laggiù, tra le case, a fare di me una che non hai. Non esisto nemmeno stasera. Mi dimentichi su un dirupo. Vorrei lo strappo al tedio, il dente che cade. Non ho più niente adesso. Non ho più nulla, e poi te che nient’altro mi dai che un’altra cosa da non avere. Ma cerco un inganno, una forza che scelga. Il bilancio è confuso, è veloce e –Dio- come scorre non avere più niente.





Ho alla fine un divano di cuoio, con una, lì seduta, che mi amava. Mi porta via.





Dal nulla, in questa nebbia sopra i fari, subito ho dieci anni, è estate, il caldo sulla pelle, l'umido dei muri. È vivida e terrena la villa dei dieci anni. Mi porta via.





Mi portano via i mici nati da cercare dentro un tubo, ché è lì che si nascondono. Ho ancora che mi hanno detto "forse".





C’è una lavanderia oltre il pozzo, è fresco là dentro, l'ombra ed un fazzoletto ed il sapone giallo e l'asse per stirare mi portano via.





Mi porta via che è allergica alle api, anche lei





Il laghetto.





La remata ampia e profonda mi porta via.





Dio, mi porta via svuotare la barca -non me lo ricordavo da qui. Ha piovuto. Prendere un bicchiere e chinarmi ed alzarmi e chinarmi, finché non rimaniamo solo io ed il legno.





E per giunta, questa sera, c'era una donna con i tacchi seduta sul cannone di una bicicletta. Tornavo a casa con la stanchezza sulle braccia, quella che non so più chi abbracciare. E ho visto uno straccio sul cavalcavia con scritto "Ti amo".





Mi portano via.





Posso avere tutto questo amore anch'io. L'amore sulla macchina gommata nuova, ho anch'io i ciclamini sul davanzale,





l'amore senza polvere sui libri,





l'amore nel miele,





l'amore di chiamare quando arrivo. Cosa voglio di più? Quanto perdo?





Mi porta via il ciclamino.





Mi porta via la macchia sulla maglia, provare a farla andare via anche lei. Cerco la fine del mondo, Bologna di sera lava i piatti.





Portami via, è facile.





Mi portano via, di giorno, gli occhi, quando mi guardi. Che sbaglio è guardarsi. È veloce come la fine, è una privazione, un delitto così confuso. Così confuso e tanto sbaglio io a guardarti, sbaglio tanto che un errore così mi porta via per ore.





Ma ti avrei detto vieni, sali sul treno, ti faccio vedere che non è come dici tu. Non è ridere il mio, non è entusiasmo il mio, non è allegria, non sono giovane. Raramente qualcosa mi porta via. Non mi perdo più, non mi innamoro più di niente, qualche volta mi innamora -è vero- un sorriso perché guarda me, e qualche volta -è così poco- solamente perché è un sorriso.





Su di un treno che è una spinta, ho detto ad un uomo un'età che non è la mia. Mi sono scontata due anni. Mi sono sentita che lo dicevo, due anni in meno. "Non lo faccio mai più", per rispetto del fatto che io, i miei anni, li ho sofferti tutti. A rimanere, a farmi portare via. Quanti anni hai detto che hai?





Cerco la fine del mondo. Dove mi porta un treno -là, guarda- io sono altrove. Là, io sono rapita. È che guardano proprio me, appena cerco il mio posto in un vagone. Non lo crederesti, ma se ci si incontra, con gli occhi, è perché siamo distanti e non ne ho voglia. È perché non siamo mai gli altri. Anche quando passo e ti abbassi a non guardare. Siamo così soli col nostro cuore che sul dirupo, se mi porta via una musica, non mi trovi più. Quanto perdi? Non ti trovo mai.





Ma mi portano via certe occhiate e il dito con l'anello, la sinistra, mi porta via la destra, toccarla. Mi portano via gli occhiali, l'orologio, mi portano via, sempre, le scarpe.





Scendi dal treno. Ti faccio vedere che non è come dici tu. Non è un lungo futuro il mio, non c'è così tanto tempo, non sono piena di possibilità. Tieni la mia mano, ti salvo. E poi tienila e salvami tu. Scendevo dal treno solo ieri, per salire sul dirupo. Qualcosa, nonostante tutto, mi porta ancora via.





Dio, era la donna con i tacchi a portarmi via, per strada. Poi sto solamente dietro un parabrezza e resto più di tutti. Sto tornando, ho le mani crepate, poco amore, alcuni mi dimenticano.





Mi portasse via, all'improvviso, la musica. Mille anni al mondo, mille ancora, che bell'inganno sei, anima mia. Mi porta via la parola “bello”. Bello. È più larga, da qui. È più larga quando ho sperato, non ho avuto e torno a casa. È così larga, detta così. Fa così male, è così dolce. Detta così a una che si perde dietro un tacco, a una che si perde sulla risata, che aspetta il suo nome per voltarsi, a una così. Fa così male accontentarsi, è così un dolore patire e fingere la bellezza; rimanere inchiodata. È un chiodo come su di un bacio che non dò, sullo sforzo della leggerezza. Che bell'inganno sei anima mia. Un Nobel, un Nobel per la musica alla musica della parola "bello". Detta così, detta ad una che sta a lato del dirupo mentre Bologna mangia, ad una che la dimenticano. Bell'inganno. Anima. Un Nobel alle due "A" che aprono così tanto le braccia, mentre io sono un ramo secco e non so più chi vorrei mi abbracciasse. A questa tristezza che non sa nemmeno essere triste, che non è capace di niente e non chiede nient'altro che dire "bello". Un Nobel per questo verso che vorrei andarmene io, con le mie gambe; giù dal dirupo, sulla tua bocca. Un Nobel che rivorrei le braccia e correre come una vela. Quando torno. Un Nobel perché a volte vorrei tornare.





Ma mi porta via la curva, la linea tratteggiata. Riparto, abbaglio, vado avanti.





L'uomo sulla macchina mi porta via.





Mi sento il contraltare del mondo, mi sento lontana e abbandonata.





Ma forse rimango sempre china sul tubo. E alla fine c'erano.





Così poi ritorno e mi sento che vorrei essere te, per vedere quanto soffri tu ora, quanti anni hai e se c'è da fidarsi, a questo punto, a non portarti via.





Beatrice Zerbini



lascia un commento :: 4 commenti

stampa
Versione per Stampa

Torna

writeup Messaggi






informativa