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Autore: ben crood

Madonna e le sue confessioni*
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Abstract: Suggestioni: non avrei mai detto di poter ascoltare Madonna.

Riferimento: Madonna


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'E' incredibile. Io piaccio a tutti. Chiunque venga in contatto col mio sorriso, col mio modo di parlare e interpretare le cose, mi approva e mi apprezza. Eppure, tutti sanno che sono asociale, non amo la compagnia e lo stare insieme a tutti i costi. Quello che pensano di me è: 'è così una brava persona, anche se va lasciato in pace'. Preferirei che mi disprezzassero, semplicemente. Io ci provo.' Anonimo





Madonna è diabolica. Non è un ossimoro gratuito o una provocazione blasfema, ma sostanzialmente il mio giudizio sulla Sig.ra Ciccone. Molto più blasfema e provocatoria è sempre stata lei, nello scegliere quel nome d'arte, le crocifissioni nei live e i video ammiccanti. Diabolica è lei, quando, annoiata dalla burocrazia internazionale, rapisce un bimbo africano per adottarlo - e ditemi cosa c'è di male in un gesto così ribelle (quando combatti la burocrazia sei automaticamente un ribelle): se io fossi un bimbo nero con alta probabilità di avere l'AIDS e una prospettiva di vita da uomo del medioevo, in una nazione in cui si fa la guerra a colpi di machete, col cazzo che mi terrei i miei ventiquattro genitori poligami* -.





Dunque, ho avuto un pregiudizio su Madonna. Ma la Cassazione ha deciso che il mio cervello non era competente, così il processo è stato spostato nelle mie orecchie. Peccato, perché esprimere pregiudizi è una mia passione, non comporta sacrifici e perdite di tempo, in più ti rilassa.





L'avvocato difensore, il mio occhio verde, ha portato come prova il video di 'Hung up': ecco la prima spallata.





Penso che sia tutto un complotto: Madonna è nata con l'era dei videoclip e grazie ad essa si è affermata, rafforzandola a sua volta; grazie al video di 'Hung up', in cui tutti gli esseri umani ballano democraticamente, la canzone in questione si è insediata tra i miei pensieri; riportando in auge quella voglia di ballare che caratterizzava l'umanità negli anni '80, in particolar modo i pregiudicati Zanardi e Colas.





E va bene, balliamo.





Mi sono scaricato il disco, giusto perché è l'unico atto illegale che mi riesce (mi piacerebbe organizzare colpi in stile 'Ocean's Eleven', ma è un fatto di classe).





Il giusto prezzo, quando ascolti e apprezzi Madonna dopo averla identificata per anni col Male (vedete, mi costringe ad essere blasfemo), non è nei venti e passa euro del cd; ma è negli insulti degli amici, che ti rimproverano di essere caduto piuttosto in basso ('non ti bastava guardare Distretto di Polizia?').





Ragazzi miei, ma non posso farci nulla. Quei fiati all'inizio (dovrebbero essere degli Abba), così epici; qualcuno avrebbe mai immaginato che andare a ballare il sabato sera potesse essere una specie di odissea? E poi, all'improvviso, parte il pezzo vero e proprio: una potenza inaudita, da far invidia a chiunque abbia mai provato a registrare qualche canzonetta da sè. Il lo-fi viene polverizzato, l'home made castrato da una signora vogliosa di materia e maternità, la musica come hobby casalingo diventa una nota stonata e antistorica nell'epopea dell'industria discografica.





Clamorosamente, il processo torna nelle aule del cervello: il mio volto assume l'espressione del primo 'malissimo' alle elementari, e poi esprime il più grande stupore innanzi a cotanta professionalità, espressione di colori, virtù danzereccia, sessualità implicita ma emancipata.





Madonna apre uno squarcio su un altro mondo, lo racconta con semplicità nella sua essenza, che in fondo è semplice a sua volta. Come chiunque abbia la pretesa di raccontare storie. Come il nonno che racconta di quando era in guerra, come lo scemo del villaggio che racconta di quando ha fatto il militare a Savelletri e c'era il maresciallo che gli piaceva la cocaina.





E poi quei bassi: quella è roba blasfema. Il mio stereo non può permetterseli. Ti incalzano, come quelle amiche che a un certo punto della festa ti spingono al centro della stanza per costringerti a ballare, e tu non vuoi, convinto che ci sia proporzionalità inversa tra quantità di brufoli e sapienza nel ballare.





Poi la Sig.ra Ciccone comincia a esprimere la sua visione del mondo. Tutti a ballare, strofinarsi sudati l'uno con l'altro, gay, etero, trans, romantici, sciupafemmine, ministri, showgirl e funzionari del Sismi.





Parole semplici. Efficaci. Mi manchi e vorrei che tu stessi qui, a osservare le mie natiche che ondeggiano catarifrangendosi al buio come i guanti del tizio nero della pubblicità delle tic-tac di qualche anno fa. Ah, ma sta' attento: nel frattempo, sculetto per qualcun altro. Il concetto è quello del rock'n'roll pelvico in fondo, universalizzato dai tormenti di un'icona gay con estrema voglia di materializzare il sogno di maternità cosmopolita.





L'apice è poi in 'tic tac toc son le due meno un quarto' (in italiano rende meno, ma anche le canzoni di Bob Dylan, tradotte, fanno lo stesso effetto da 'analfebeta che aggira il mondo del lavoro').





Non c'è dubbio che Madonna, con le sue Confessioni Su Una Pista Da Ballo, abbia sconvolto il mio sistema neuro-celebrativo: mi arrendo davanti alla sua produzione megalitica e al suo messaggio edonistico-galvanizzante.





In chiusura: un pensiero a Diego Cugia, colui che ha inventato il giochetto 'rock-lento' di Celentano. Provi a dire che Madonna è lenta, vediamo se Ratzinger riesce a smentirlo senza mettere in mezzo Maometto.





* E' bello mettere asterischi qua e là senza alcun motivo.





** Scusate l'espediente narrativo. Dire che i genitori in Africa sono poligami non ha alcun senso. È solo che gli uomini possono avere quante donne desiderano, non certo il contrario.





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