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Autore: occhio
Confessione amara

Abstract: Nell'era della comunicazione facile, dello scambio veloce di dati, pareva impossibile rintracciare l'emozione in semplici canzoni, anzi in vecchie canzoni, ma un uomo ha sconfessato queste facili conclusioni. Il suo nome è Bruce Springsteen. "We shall overcome" mi ha emozionato emozionato. Immagino sappiate cosa sia la pelle d'oca. Alle volte, uno cerca di scoprire il gruppo nuovo che sappia inscenare i suoi drammi, le sue paure o le sue gioie e non pensa proprio che l'abum più sincero l'abbia potuto realizzare uno che potrebbe essere suo padre, uno che con lui, fino ad ora, non ha spartito nulla. Invece sì. La musica è vita, ma la vita è meglio! (lo scritto giù è nato ascoltando "Mrs Mcgrath")
Riferimento: Bruce Springsteen
La mia miseria è dovuta al fatto che cerco soldi, continuamente. Perciò non ne ho.
Ma non ne ho veramente. Se viene mio figlio non gli do una pietra, come dice il prete, ma il prete non ha figli e quindi non capisce quanto mi costa dire no, quando mi capita, nonostante la buona volontà.
Non ho fatto debiti in vita mia. Perciò sono povero.
Non ho un mutuo, perché senza garanzie niente, eppure ho fatto tutti i lavori che ti spaccano la schiena. Il muratore, che la calce che ti apre le mani non è un piacere. E prima il contadino, che i pomodori non crescono sugli alberi lo sapete, ma io me loro ricordo quando me li mangio. Ho pure vendemmiato e le ginocchia mi si sono inceppate, proprio inceppate, a furia di stare accovacciato. E pensare che da bambino stavo accovacciato per mio padre, quel mulo di padre, buono ma mulo, che mi picchiava con la cinta di cuoio, e d io scappavo sotto il tavolo per piangere o gridare alla mamma, alla mamma che non diceva nulla, ma poi mi asciugava le lacrime, me ne dava un altro e mi faceva una carezza.
Di mia madre ci ho gli occhi e la rabbia, perché la vita non capisce. La vita o chi non so più, a questo punto. Da mio padre ho preso l’onestà, ma non mi è servita. È una brutta eredità l’onesta, non la spendi mai, perché nessuno la vuole.
Vivo in affitto. Il proprietario mi fa pagare molto per una cucina ed una stanza da letto ed un soggiorno. Mio figlio dorme sul divano letto e me lo rimprovera sempre. Dice che non ha una stanza sua. Io bestemmio. Mi verrebbe da sputargli che io non ho una casa e lui si lamenta per una stanza. Poi dico vaffanculo e sia. Mi mozzico la lingua ed ingoio veleno. So che mi vuole bene. So che è giusto che sia così. Me lo ha insegnato mia moglie. Però, delle volte, penso che il prete non ha figli e non l’ ha sbagliata. Quanti problemi se tolto. Però mio figlio mi dice cose che io non ho mai saputo. Dice di Napoleone, di re vecchi, di re che il mondo non cambia, parla dell’America, della Cina, dell’euro. Io dico che sa molte cose, ma me lo dico dentro. Mi ridono gli occhi quando guardo mio figlio, così guardo da un ‘altra parte. Se siamo a tavola guardo mia moglie, e le chiedo il sale e l’olio per il pane. Dico apposto, ma me lo dico dentro. E dico che il prete non ha figli e non ci ha capito proprio niente fino ad ora. Io vado a messa, ma non è così che va il mondo. Speriamo in mio figlio. Spero. Però chi è che gli dà una mano? Io non gliela posso dare. Certo, quando mi pagano, metto da parte un po’ di soldi. Gliene passo un po’ alla volta, ma più di questo non posso. Ne voglio fare un uomo e basta. Più di questo non posso proprio. Mia moglie pure. Ha le mani stanche e gli occhi giro giro pure. Ma poi c’è mio figlio. Dice che si affida alla madonna mia moglie, perché la madonna è stata ‘na mamma e quindi può capire. Io non lo so. Il prete domenica non mi ha convinto con la storia dei beati. Io ho stretto i pugni. Ho deciso di andare al sindacato. Però pure là, mi guardano strano. Dice che è difficile avere quanto mi spetta. Mi parlano difficile. Non lo so. Capace che tiro a lavorare alla giornata. Finché avrò forza io lavorerò e mio figlio farà la sua scelta, o studiare o lavorare. Deve avere questa possibilità e farà la sua scelta. Non gli dirò mai nulla. Poi vediamo. Osserverò e se lo vedrò cadere mi lancerò, come gli angeli che dice il prete. L’unica cosa che gli dirò e di non andare a fare il militare. Che non serve. Che tutti sono militari e non servono a nulla ‘ste guerre, che nessuno ha capito proprio. Nessuno. Che abbiamo risolto? Le missioni pagano bene e li vedi sti quattro ragazzetti con le macchinone credersi chissà chi, ma poi muoiono come tutti e non sono più nulla. Le bandiere le deve lasciare tutte. Perché alla fine te le mettono addosso da morto, o te le fanno sventolare perché c'è qualcuno sopra di te che ti guarda. Poi dice che fai tre anni e non è detto che ti confermano. E uno poi che fa? Lo stato non fa niente. Ti fa solo disoccupato o soldato, al più studente. A ‘sto punto, penso che è meglio che impari un’arte se non vuole andare a scuola. Poi non lo so, deciderà lui quello che vuole fare. Certo vorrei avere qualche soldo in più, per vederlo tranquillo, perché lo so che a scuola non ti lasciano scelta. I professori non capiscono tutti i problemi che può avere uno come mio figlio. Voglio dire i discorsi che sente, quello che vede e tutto quanto. A loro, ai professori, interessa la storia, la geografia e che tutto vada. Io sono con loro, ma mio figlio studia con i guanti alle mani, in casa con i guanti alle mani, per il freddo. E non usa le cartelle che vedo agli altri e tutto quello che vedo agli altri, dico libri nuovi e tutto. Allora dicono che non segue i programmi. Mio figlio segue la vita che mi è toccata, per ora… mbah speriamo che la sua sia diversa da quella mia. Poi vorrei vedere mia moglie dormire. Quella crede che non sento le sue preghiere la notte, o che non voglio fare l’amore. Ma io voglio, solo che alle volte mi viene da scappare dai suoi occhi. Forse stava meglio con suo padre. Ma poi… ci scaldiamo.
Ma il prete non ci ha capito nulla della vita. Io domani mi alzo alle cinque e non sto a pensare al prossimo, ma a mia moglie e a mio figlio. E chi sta a fare i soldi non pensa certo a me. Mia moglie dice di avere fede. Ma non è questione di fede. È questione di soldi. Io non ce ne ho. E sono povero. Mo mi dicono pure di pagare una tassa di più sulla macchina che non posso cambiare perché sono povero e non ce la faccio più. Come si fa? Il sonno mi prende solo perché mi sveglio alle cinque. Domani mi sveglio alle cinque, ma non c’è niente da fare.
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