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Autore: occhio
Almeno una volta

Abstract: Talking Heads: "once in a lifetime" + Pirandello: "la carriola"
Riferimento: Talking Heads + Pirandello
A) Il cono d’ombra prevede una luce. La prevede come necessità. Altrimenti non esisterebbe. Sarebbe nulla. Del resto è assenza di luce. Un paradosso vivente, allora. Del resto noi ascoltiamo musica per vederci chiaro. E l’ombra viene da sé. E si appropria di un posto, di quello che lì spetta. Per via della luce. Non è buio, è ombra. Per via della luce quindi è.
Se è nella sua natura apparire per una negazione che afferma, allora ecco perché mi si presenta quando ascolto “once in a lifetime”: canzone pop intricata, come un alveare, energetica, come il miele, e le cui parole non sono tenere.
B) L’alienazione è una bevanda che ti frizza nel naso, più la mandi giù e non sai chi sei tu.
Allora ti trovi con una grande automobile, con una casa, con una moglie, ma non sei quello che credevi che saresti stato. Non sei tu quello che vedevi dieci anni fa, oppure solo cinque, oppure solo ieri.
Dove è che ti sei perso?
Almeno una volta, anche solo una volta nella vita, questo pensiero ti avrà sfiorato, accarezzato il pelo e poi tu stesso, coccolato da lui come da un pianto furioso, l’avrai cacciato via con un sorriso, o con uno sbuffo, il titolo di un giornale, un lo sai che.
Ad essere sincero, questo pensiero è sempre con me. Significa che sono morto, che sono forma. Ed è quella del cono. E sono nell’ombra. Ma vedo la luce venire dalla stanza di cui parla Ismael. C’è pure della musica. Bella musica. Musica che mi piace.
C) Ancora non ho capito chi sceglie.
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