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Autore: ben crood

Buon anno di che anno
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Abstract: Sottofondo: I Blur che cantano "Tender" ---------------------------------------------

Riferimento: Blur - Tender


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Anno orribile porta anno bellissimo. Un anno che sarà chiuso in casa a fumare sigarette senza lavare i denti. A guardarsi in faccia non si perde niente, a spiarsi si muore, e l'anno scorre tra residui di velvet underground e revival anni '80 e post-punk. La spruzzata post-rock invece mi riattiva e mi da un po' di speranza.



Poi ricordo che la gente fa di tutto per cadere in basso. Il termometro dei nostri amori è oggi il cellulare. Se non ho soldi per chiamarti mandarti l'sms della buonanotte sono fottuto, tagliato fuori, se cade la linea io e te non comunichiamo più. Se voglio tradirti puoi chiamarmi in qualsiasi momento, e se non rispondo per lo meno il dubbio si insinuerà tra le mie e le tue orecchie. E non è vero che basta spegnerlo il cellulare.



A fumare sigarette in casa mentre fuori si fa festa, alla ricerca dei menhir con la macchina fotografica. Il piano elettrico è molto più umile dell'organo hammond. Persino internet mi fa capire cosa sto passando. Fino a prima di natale ero lo scrittore più produttivo. Da che sono iniziate le vacanze non ho scritto più nulla. Il tedio vacanziero mi annulla, mi azzera, mi rende incapace nei rapporti sociali e altamente improduttivo, volto all'inutilità dei caffè con chi torna dal nord. Io che invece qui ci sto sempre, soffro di stomaco per tutti questi caffè. Aveva ragione McLuhan.



Ed eccomi da solo a capodanno, a casa, a scrivere ("chi scrive tutto l'anno..." mi dice il mio cane...Non è vero...Persino lui è al pranzo coi parenti). Un'altra tecnologia che mi identifica e mi comprende, da cui sostanzialmente dipendo, è la mia chitarra. La mia incapacità di suonare qualsiasi cosa di "consueto", dalla canzone del sole a qualsiasi cover è sintomatica di un distacco dalla realtà. Suono cose che non esistono, non hanno alcun senso. E questa è socio-pedo-psicologia spicciola, direbbe il mio cane, se fosse qui..



Uno starnuto. Bisognerebbe rileggere Il piccolo principe. Bisognerebbe studiarlo nelle scuole, come l'antropologia culturale. O almeno insegnare ai ragazzi che bisogna ascoltare per intero almeno un disco al giorno. Magari lo stato dovrebbe provvedere a inserire nei programmi di studio dei dischi fondamentali da ascoltare. Imporli, poi usciamo con la Pravda, ci mettiamo le tute nere, picchiamo qua e la coi Rolling Stones in sottofondo e imponiamo la dittatura di "chi capisce di musica"...Ogni buon proposito ha in se i germi di un totalitarismo. O per lo meno di una cazzata.



Per favore, non ignorate più i Blur. E andate ai rave. Alcuni miei amici ci vanno. Certo, frequentano squallidi rave di provincia dove probabilmente anche la droga fa schifo (principale motivo per cui ci vanno). Invece no, cazzo, i rave hanno rappresentato l'ultima subcultura del secolo e forse possono ancora dar qualcosa. E' vero anche che dalle mie parti i "techno-raver" non hanno gran consapevolezza di ciò che potrebbero rappresentare, che la "techno-culture" inglese degli anni '90 qui è arrivata solo per i truzzi che lavorano in fabbrica e muoiono di eroina a 27 anni (o impazziscono per qualche trip). Quindi...Mi sono perso.



Buon anno. Di che anno.





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