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Autore: ben crood
Poco a fuoco

Abstract:
Riferimento: Estate
Affettato me ne sto nel letto, di là una famiglia raccoglie cianfrusaglie e cocci di sé per pensare a niente. Prenderò presto un aereo, per adesso una canzone mi tiene presente a me stesso, rabbrividisco vivo come ieri e finisco anch’io per pensare a niente. Bevo d’un sorso film e libri, cerco una foglia su cui posare un pensiero gentile, che arriverà l’autunno e cadrà, sì, ma le foglie mie un tempo cadevano verdi per volare via. Un aereo è un aereo e non è il posto sulle nuvole che m’interessa, è il sole del luogo in cui sarò tra qualche ora. Saremo abbastanza lontani per far rullare i tamburi a vuoto che sarà come sussurrarcelo. Non ho niente per le mani, troppo per le vene su per il cervello e qualcuno dice che è una fortuna, errabonda e vaga com’è questa mia mente non c’è molto cui cedere, crudele, eppure quando capita sorridi e fai un cenno con la mano. E’ polvere quella che stringo dura come ieri, dura che niente mi scende più nemmeno fossero sassi da tirare sull’acqua, acqua che cede quando mi sento nuovo, come nuovo di zecca. Sferraglia il camion qui di fronte, sferragliano il tram il treno e il rombo dell’aereo, sferraglia il mio stomaco prima del vassoio mentre penso a te, ed è un salto all’indietro senza chiedersi poi molto. Provo gioia per i sorrisi degli altri incastrati tra nuvole e sedili, ringrazio per ogni succo e ciambella e ogni bimbo che sfida il corridoio e poi la spiaggia e il mare, i mari, quelli che da quassù non stanno chiusi tra sterili confronti. Ringrazio ancora per ogni accordo parafrasato dalla radio, che già affronto altre lingue, ringrazio ancora mentre rattrappito sto mezzo sveglio sul sedile. Penso che l’intelligenza è un fatto mio, solo io la vedo, e sta tutta gentile e spensierata tra quelle sopracciglia e quegli occhi quasi chiusi dalla gioia e dal sonno, racchiusa tenera tra due zigomi timidi. Va avanti da così tanto questa storia, che non mi chiedo più quando finirà, nel posto povero di me in cui andrò a rinverdire le promesse. Va avanti da così tanto questa storia, che rimango a guardare i fogli, bianchi, volare via sulla scaletta dell’aereo. Sono arrivato. Va avanti da così tanto tempo, che penso a quegli zigomi e credo sia solo un fatto mio, ormai.
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