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Autore: zucca
TaFuzzy

Abstract: poco rispetto per i napoletani
Riferimento: Mr.Brace
Avevi anche il panciotto! Un completo impeccabile, che è l’aggettivo per i completi, le sopracciglia grosse e vicine su una faccia triangolare e dalla forma non proprio armonica, il papillon. Il papillon!!! Sotto le mani correvano tutti i tasti della tastiera che fino a poco fa avrei chiamato pianola e dovevamo immaginare essere un pianoforte. E cantavi poi credendoci molto. Ah, come ti piace quello che canti, come si vede! Colpa delle sopracciglia (è sempre colpa delle sopracciglia, quelle maledette!). Da fuori arrivava una base bassa pulsante che attraversava il tendone plastico e tu invece andavi giù di piano che era una meraviglia. Sembrava una sperimentazione house, invece fuori davano ska a palla. Mi batto la mano sul ginocchio! A me sembravi napoletano per quanto era incomprensibile la tua lingua, un ammasso di consonanti e vocali poche ma sguaiate. Poi tra un pezzo e l’altro ho deciso che eri uzbeko, ma poi magari qualche pezzo cantato tornava ad essere napoletano. Non capivo però perché continuavi a ripetere fado. FADO, FADO, FADO ROMANTICIDCJJI una cosa del genere, e io il fado lo metto in Portogallo. Tenero, cantavi convinto e strappacuore con un casino da aeroporto attorno, dieci persone in uno spazio che avrebbe potuto tenerne duecento, il fonico nemmeno ti cagava. Ma ci sono io qui! Forza altro pezzo uzbeko, ultimo dei nobili pianoman brutto ma romantico. “Si può chiudere la porta, per favore?” anche l’inglese sai! Nessuno ti ha sentito. Imbarazzo. Poi hanno pure da ridire. Io un po’ da ridere. Comunque eri portoghese. Dillo prima. Nella foto del tuo biglietto avevi anche una posa da piacione, senza gli occhiali pesanti. Sono tutti buoni senza occhiali. Ti sei messo pure la camicetta rosa per fare il figo, eh? Poi quando ti chiamano a suonare invece ti metti gli occhiali. Non devi imbrogliare così. “Ma nella luceee del pomeriggiooo non ti riconosco piùùùùùùù E mentre paaarliii io non vedooo non sentooo Ma credo che tutto sia perfettooo” Hai mai cantato le canzoni con i coretti? Quelle idiote, stupide, liberatorie, “la cicala, cicalacicalacicalacicala..la più bella cosa che ci sia…” È una canzone che ho sentito tempo fa in un concerto, era una stronzata, m’è rimasta apposta nella testa. Non le canti le canzoncine volgari? Sai che divertenti che sono? Nemmeno bestemmi? A me è scappato da bestemmiare l’altro giorno. Non è successo niente, sono ancora tutta intera chissà che pensavo io. Lo sai che in slovenia bestemmiano anche nei topolino? “Ma nella luceee del pomeriggiooo non ti riconosco piùùùùù” No, non ce l’ho con te, non farti pippe su ogni cosa, canticchio tanto per. Non è che non riconosco più te, anche se con gli occhiali così fai un po’ impressione, e sti dentoni da cavallo sono grossi in mezzo a guance smorte. In uzbekistan non ce l’avete un posto come riccione, per esempio. Lì hai il mare a due passi, le ragazze sono carine e i ragazzi svegli. Poi possono essere anche stronzi, altro discorso, ma se ne trovi di simpatici si riconoscono quelli di riccione. Fanno canzoni cretine a volte, se non se la tirano troppo. Sei mai stato giovane? Ce li avevi gli amici? Uscivate insieme? Ci vieni a ballare con me? Ho scoperto che mi piace anche ballare, così. Anche se non ne sei convinto vedrai che ti convinco io. Anche senza musica. Se hai il mare vicino e i capelli al vento ah, che bello. Anni fa volevamo organizzare una dama umana lungomare (chiamare Daniele) poi è arrivata l’estate e non c’è stato più spazio oltre i vestiti bianchi da salsa. Se tu fossi stato portoghese, quale sei effettivamente, non avresti avuto la stessa percezione di felicità adriatica, quella mista a claustrofobia. Saresti sembrato un napoletano con la esse shporca, ti shareshti alzato e andato via perché la mushica da fuori t’avrebbe dato un fashtidio cane, poi tornato in Portogallo avreshti bevuto porto raccontando di quanto shono cafoni gli italiani, soprattutto quelli di riccione.
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