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Autore: cheshire cat

Identità (Angiolieri remix)
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Abstract: C'era una volta il professor Caldi, che il rock neanche sapeva dove stava di casa, ma ti insegnava che per capire Dante devi guardare Giotto e per apprezzare Boccaccio ascoltare il suono delle parole non dette. Tutti gli stimoli hanno un'analoga dignità se ci servono a diventare quel che siamo. Ma questo lo dico io, non lui.

Riferimento: Ligabue, Figlio d'un cane


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S’i’ fosse foco, ardere’ il mondo;

s’i’ fosse vento, lo tempestarei;

s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;



se fossi un gruppo, sarei gli Smiths, perché c’è stato un periodo della mia vita in cui era vero che quella degli altri era the music that they constantly play tells nothing to me about my life;





se fossi un film, sarei “Wild at heart”, la favola cagliata di David Lynch. Sarei Sailor che non perde occasione per raccontare a tutti che la sua giacca di pelle di serpente is a symbol of my individuality and my belief in personal freedom;





se fossi una canzone recente, sarei “The new boy” di Mando Diao, che col suo andazzo da lento delle medie viene a spiegarmi con precisione chirurgica perché è fallito il mio primo matrimonio e cosa ci vedo nel mio attuale marito;





se fossi arte, sarei 157 truismi di Jenny Holzer che ti si aprono come pop up sullo schermo ogni volta che cerchi su google “vita, significato della”.





Se fossi un libro, sarei “Ninna nanna” di Chuck Palahniuk che ti fa toccare con mano come la parola in musica sia potente più di una spada.





S’i fosse Cheshire, com’i sono e fui,



racconterei storie di musica leggiadre:



le truci e tristi lasserei altrui.





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