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Autore: cheshire cat

Cica Boom & Doc Fórmica
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Abstract: E vissero tutti beceri e contenti...

Riferimento: I'm gonna trade this life for fortune and fame


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Cica Boom sapeva già fare i ritmi dispari con le ali quando era ancora quasi ancora una crisalide. Un talento innato, insomma. Nelle prime tiepide notti di primavera si metteva ben in vista sul ginepro meno malandato e faceva l’hip hop fino al mattino. A sentir le sue storie di chi ce l’aveva fatta a uscire dal ghetto della Cinquantaseiesima Quercia ci venivano proprio tutti. Le lucciole col rossetto sgargiante perché sbarcavano il lunario col mestiere più vecchio del mondo. Gli scarabei con ancora addosso l’odore di merda di vacca che gli restava attaccato come una maledizione, come in effetti è lavorare quattordici ore al giorno al letamaio municipale. Venivano persino le mantidi religiose che facevano il segno della croce a ogni “C**O” che Cica rappava, ma poi tornavano ogni volta a sentirlo con la scusa che dovevano pur capire cosa ascoltavano le loro larve. E ci veniva anche Doc Fórmica, l’unità più intelligente della sua nidiata, che a dir la verità si chiamava 08032174Q, dove Q stava per Quadro, perché il Partito aveva capito che era uno in gamba e l’aveva istradato da subito alla carriera dirigenziale.

Doc Fórmica trovava che la sdrucciola del soprannome che si era dato si intonasse col suo carattere un po’ farraginoso e molto nerd di supervisore informatico e logistico. Il titolo di studio, invece, era vero. Preso con le somme lodi quindici giorni prima di tutti i suoi coetanei. Quindi a nessuno era venuto in mente di contestare il soprannome al cervellone, se a lui piaceva così.

Una notte in cui Cica Boom era un po’ fuori tempo perché si era calato un paio di bacche di ginepro di troppo, Doc Fórmica lo avvicinò e gli disse che non ce la poteva fare a cantare e suonare allo stesso tempo. Gli chiese sai come funziona il programma CUBASE che con l’ultima versione ci puoi fare dei loop stupendi, così tu puoi concentrarti sul testo e le basi te le manda il computer. Cica Boom gli rispose con un rutto. Ma era per il ginepro, mica per Doc, che anzi gli sembrava un po’ un freak, ma se voleva aiutarlo perché no.

Il frutto della prima collaborazione tra Cica Boom e Doc Fórmica vide la luce per il grande open air del solstizio estivo di giugno. Era un EP con su quattro brani di cui l’ultimo diventò il tormentone dell’estate: “Your right to party”. Alcune bestie di altre specie gli fecero causa per plagio, ma Doc Fórmica, che ormai era diventato uno importante nella Cinquantaseiesima fece recapitare un paio di pacchetti di provviste per l'inverno degni del piano Marshall agli animali giusti e la cosa finì lì. Persino i muri del formicaio cantavano “Your right to party” ad agosto.

A fine settembre però tutti si erano scordati di Cica Boom e dei suoi loop in CUBASE per via di una giovane cavalletta che non si faceva pregare a mostrare le gambe di lunghezza inimmaginabile mentre cantava lagne su lagne sul grillo che aveva per la testa. Ad ottobre “I can’t get you out of my head” era prima in classifica e Cica Boom finì in ospedale con la bronchite e un’overdose di ginepro che quasi lo mandò all’altro mondo.

Il CEO del Formicaio, sua eccellenza il Cavaliere Doc Fórmica andò a trovarlo seguito da uno sciame di funzionari stercorari, libellule-veline e sei armadi di cervi volanti russi addetti alla security. Gli regalò una pista di nettare di Belladonna lunga quanto la linea segnaletica della Route 66, ma prima di lasciargliela tirare chiese di esser lasciato solo con l’artista e gli propose un affare.

Già la prima esibizione di Cica Boom al Congresso del Partito per l’anniversario della Rivoluzione il 6 novembre fu un successo. Così come il nuovo look con le ali corte e ben pettinate che piacevano tanto alla Regina Madre. E naturalmente le nuove song scritte dai responsabili del Ministero del Diletto e Intrattenimento Lavoratori. A dicembre l’inno alla solidarietà di classe e velata critica ai costumi barbari di altre genie non insettiformi era in testa a tutte le classifiche. Ancora oggi “Do they know it’s Christmas time at all?” la fa da padrona per radio nelle settimane d’avvento.

Cica Boom ha all’attivo una ventina di successi da una stagione e circa quindici lavaggi del sangue (o meglio della linfa), ma la Belladonna che gli passa il Partito non è come il ginepro che ti rovina. Quando sale sul palco non diresti mai che è una cicala di ben sette estati.







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