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Autore: statomentale
Ho perso la strada

Abstract: Processati fin dalla nascita per una colpa inconoscibile...
Riferimento: Kafka
Ho perso la strada, andava tutto bene ma ho perso la strada ora. La mappa pensavo di averla ma ora che cerco in tasca non c'è più. Smaterializzata. In tasca, ora, c'è solo l'ennesimo foglio dell'ennesimo partito politico consegnatomi dall'ennesimo tizio durante l'ennesima giornata a chissà-dove. Giornata, su giornata, sommiamo le giornate e cosa viene fuori? Vago in giro, a volte mi siedo su alcune sedie, in alcuni posti, viaggio. Mi siedo a pranzo, poi a cena, mi rialzo e mi risiedo, il mio corpo vaga in posti, compie azioni, gesti. Fai qualcosa, ricevi qualcosa. Vai in banca, ti hanno accreditato lo stipendio di questo mese sul conto. Quindi? Uno dovrebbe avere delle istruzioni, si, come per gli elettrodomestici. Uno può scoprire di aver disimparato tutto quanto, può uscirsene fuori un bel giorno e dire "Fino ad oggi io ho semplicemente finto". 1) Prendere la banconota ed infilarla nel ricevitore elettronico. 2) Digitare sulla tastiera alfanumerica il codice corrispondente al prodotto selezionato. Svegliarsi un giorno e dire "Hei, pensavo fosse tutto un po' più... Un po' più... Non saprei, solo un po' più..." Dire questo e dire altro, fare discorsi, discorsi su discorsi, ridere, mangiare, andare a pesca, giocare a carte, andare a prostitute, drogarsi, bere un bicchiere d'acqua. 3) Ritirare il prodotto selezionato dallo sportello situato in basso. Andare in giro, la sera, farsi la barba o andare a 110 km/h in macchina effettivamente non ha più differenza se ci pensi bene, davvero nessuna. E' un puro ragionamento logico: se A è uguale a B ma A e B sono diversi da C, noi ci mettiamo l'anima in pace perchè C è diverso, punto. Stop. Ce ne facciamo una ragione. Allora ragioniamo per logica, sempre, e non solo quando ci fa comodo. Se arrivi al punto in cui fare l'azione A ha lo stesso senso che fare l'azione B, le fai entrambe. Se non ci sono le istruzioni uno cerca di farsele come può. Se due cose non hanno senso prese singolarmente, non hanno senso nemmeno prese insieme. Nel complesso tante cose senza senso portano ad una mega cosa senza senso. Uno può sentirsi un tantino in imbarazzo a volte, davanti ad alcune visioni, prospettive. Uno può dire "No, io me ne tiro fuori. Io non lo capisco". Non me la sento di trovare il senso in quello che credi sia vero, mi sono sforzato credimi ma quel foglio che vedi nero io lo vedo bianco. Si, ti dico che lo vedo nero a volte, ma è per farti contento. Io sto bene, tu stai bene perchè io sto bene, l'altro sta bene perchè io sto bene e anche tu di conseguenza stai bene. Tutti stiamo bene legati da una squallida catena fatta di ricatti affettivi. Tutti stanno bene se te ne vai ancora in giro, a fare cose, vedere gente, se sorridi e se ti siedi in posti a fare "cose". Fai qualcosa, che poi non abbia alcun senso non importa a un cazzo di nessuno, basta che la fai. Ok, ci sono, firmo il registro quotidiano delle presenze. Posso andare? Finita la commedia? Vado in banca e prendo i cazzo di soldi, li spendo e poi torno a lavoro a guadagnarne degli altri, ok? A posto così? Posso andare ora? Andare dove poi... Andare dove? Andare a fare altre cose in altri posti, boh. Siamo sempre a fare cose, l'importante è fare qualcosa, non importa se per te non significa un beato cazzo. Produci, consuma, crepa. Magari possibilmente prima di morire metti al mondo altri te stesso che possano produrre, consumare e crepare anche loro. E' il piccolo piacere che ti chiede l'azienda, solo questo ti chiede poi puoi andartene. 4) La macchina non da resto.
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