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Autore: tuna
Black

Abstract: Addio stella.
Riferimento: Volevo un gatto nero.Zecchino d'oro.
"Volevo un gatto nero".E l' ho avuto.
In realtà si è trattato di quei desideri che si realizzano senza desiderarli.Forse per questo è stata una gioia autentica.
La mia stella se n'è andata:la mia piccola donna dalle sembianze feline mi ha lasciata in un mondo di animali dalle sembianze umane.
Ultimamente tra me e Writeup c'è una sorta di diacronia;un professionista trova la rabbia nell'estasi, la leggerezza nell'angoscia.
Ma io di mestiere ancora vivo la vita.
Ma vivendola un'assonanza tutt'altro che linguistica l'ho percepita.
Lei non era una canzone d'autore.
Però era davvero una bella canzone.
Di quelle melodie che scivolano come sabbia tra le dita,senza sporcarti le mani,ontologicamente incapaci di sfiorarti l'anima,ma parimenti di ferirtela.
Mia madre ha detto:"le sono mancate le parole,se avesse potuto..."
E che bisogno c'è?
Non ci siamo già noi a farne uso spropositato,spreco,vilipendio?!
Non l'essere,ma la l'essenza:la natura.
L'arguire l'avrebbe soltanto resa vittima,di se stessa e di tutti noi.Invece,cosi',è stata la piu' felice della famiglia.
Ne taccio il nome,per proteggerla dall'intellettuale che non capirà o dal cinico che giudicherà:preferisco uno scherno personale e custodirla in quell'area cosi' sacra dove tutto tace,laddove persino l'elogio suona stonato:la memoria.
Mi ricorda tanto quelle gioie spicciole che forse mai assurgono a felicità,ma la cui mancanza all'infelicità conducono.
Quel "Sarà perchè ti amo"(I ricchi e poveri) ballato alle notti italiane in discoteca,quel "Disco bambina"(E.Parisi) ballato a teatro senza tirare le punte,quel Jingle Bells suonato a nove anni in sala,quel "Ragazzo della via Gluck"(Celentano)cantato in motorino all'uscita di scuola..
Quel fare le cose da bambina che sembrano grandiose solo perchè sei piccola ed esile,per poi diventare cruentemente scontate quando cresci e non basti piu'.
Devi stupire,spiegare,giustificare;il dramma è che spesso chi pretende non merita.
Ne amerò sempre la diffidenza e la sagacia,quello sguardo che agli estranei faceva paura,quel farsi valere anche se piu' debole,quel non imporsi discreto accompagnato dal non fidarsi mai gratuitamente,il che di certo non le avrà permesso di provare il tormento e l'estasi,ma l'ha salvata da chissà quante polpette avvelenate.
E l'amerò per sempre perchè è la mia "cicale"...
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