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Autore: kamikaze81
soundtrack

Abstract: La catarsi
Riferimento: alternative
Pensando alla canzone che mi ha tolto le parole di bocca e i pensieri dalla testa, non posso non citare il gruppo che ha influenzato di più la mia intera esistenza. Ragionamento, penso, generale perché se una persona elegge un gruppo o un artista come suo preferito non è solo per il sound accattivante, per le qualità tecniche dei musicisti. Lo sceglie perché ci si rivede in quello che si sente cantare, come avere l’ impressione che qualcuno abbia frugato nel cassetto dei tuoi pensieri, emozioni, nel cassetto della tua vita. Una canzone a volte ti può far conoscere il gruppo e farti appassionare all’ intero suo repertorio. Quella canzone ti fa da ombrello nei momenti di pioggia. Quella canzone ti stimola, t’ invita a riflettere, ti emoziona. Quella canzone non la stancherai mai di ascoltare; potrai decidere di non ascoltarla più, ma è solo perché ti ricorda il passato. I ricordi spesso sono portatori sani di malinconia e rimpianti. Gli anni ’90 per me sono stati molto importanti: l’ adolescenza, la maturità. In quegli anni imperversavano i Nirvana, esponenti di un genere che spazzò via tutto il resto, un po’ come fece anni addietro il punk. Ma non di loro parlerò, sarebbe troppo scontato salire sul carro dei vincitori. Non parlerò neanche dei Pearl Jam, altro gruppo che ha segnato la scena rock alternativa mondiale degli ultimi tre lustri. Parlerò invece di coloro che dagli anni 90 sono usciti perdenti e che la farsa del loro ritorno ha confermato questa tesi. Parlerò degli Smashing Pumpkins. Malessere, rabbia, insoddisfazioni, vicende familiari, dolori a volte possono essere il motore e la ragione stessa della tua carriera. Il cantarle significa dar voce ai tanti che sono nelle stesse condizioni. Ma quando tutto questo svanisce e si trova la redenzione, tutto comincia, paradossalmente, a girare nel verso sbagliato. Sarò sempre un loro fan e ricorderò sempre come la realizzazione di un sogno averli visti dal vivo nel settembre del 2000 all’ apice della passione, contemporaneamente alla loro decisione di sciogliersi. Non c’ è esperienza e soddisfazione musicale maggiore che vedere il concerto del gruppo di cui ti sei infatuato nel momento in cui per te esiste solo quello. Potrei scegliere tantissime canzoni, ma ne scelgo una. Non è un singolo, non una delle canzoni più gettonate. Scelgo Age of Innocence solo per il ritornello e per un passo. Come si fa a non rimanere inermi nel sentire: “If you want love, you must be love, but if you bleed love, you will die loved”, con l’ effetto eco all’ ultimo emistichio che dona quel senso di epico all’ intero passo? Come si fa a non sentirsi incoraggiati dal ritornello: “Desolation yes, esitation no”, proprio in quegli anni di paure di dubbi? Ormai non l’ ascolto da tanto, forse lo farò oggi. Non l’ ascolto più perché sembra lontana anni luce da oggi, sembra appartenere alla mia vita passata, ma la ricordo sempre con affetto, come ricordo sempre con gran rimpianto il gelo di quella storia d’ amore finita male. Gelo che questa canzone mi ha aiutato a sciogliere. Se possono permettermi, citerei un’ altra canzone, questa volta italiana. Non so se per senso patriottico o cosa, diciamo per par condicio. “Fantasma” dei Linea 77 è stata la canzone che, in questi primi otto anni del nuovo secolo, ha influenzato anche le scelte che ho fatto. Canzone che ormai risale al 2003, ma se poi un anno dopo mi sono trovato in Australia, a testa in giù dall’ altra parte del mondo, lo devo anche a lei. “Dovrei passare tutta la vita a pensare alle cose che ho, alle cose che vorrei, al modo di raggiungerle e poi come difenderle. Ma io non so cosa avevo prima e non so quello che ho adesso. Sono storie facili come quelle che ci raccontavano da piccolo e tu credevi vere. Non è stato facile stare fermo immobile, chiudendo gli occhi e rinunciando a vedere. Questo è quel che hai perché tu lo vuoi ora” = Brucia tutto quello che hai e corri, corri, corri a perdifiato. Vivi al posto di sopravvivere. E’ stato anche grazie a questa canzone se all’ età di 26 ho deciso di lasciare tutte le sicurezze di catone e d’ investire su di me e su una delle mie passione, iscrivendomi all’ università, fregandomene dell’ età, e di tutti gli altri problemi che successivamente sono passati in secondo piano.
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