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Autore: S.U.B.S.
Gli studios degli amori

Abstract: Racconto delirante
Riferimento: Alle canzoni connesse a persone importanti
Da fuori questo posto sembra immenso.
Chissà dentro? ..."mi hanno detto di venire qui?" dico all' uscere esibendo un fogliettino che lui legge molto rapidamente.
"Mi segua!" fa lui con tono di voce fermo e sicuro.
Ascensore. Quinto piano. Gli studi di registrazione della solitudine. Do' un occhiata ai dischi appesi alle pareti. Quanta roba. A giudicare delle copertine sembrerebbe musica abbastanza triste, riflessiva ed impegnata. Una gigantografia di Claudio Lolli impera nella sala centrale. "Mi scusi! Venga con me, dovremmo cercare di sotto!"
Ascensore. Quarto piano. Gli studi di registrazione dell' incontro. Questo piano è diverso dal precedenti corridoi più stretti e spazi più intimi. In sottofondo una musica lontana, sembra quasi venire da un altro posto. Non v'è traccia di percussioni o suoni ritmati in questa musica, è tutto molto sfuggente e, a tratti, ipnotico. Mi sento come senza ragione, cammino senza sapere cosa fare e dove andare. Adesso anche la vista sembra essere offus...
Terzo piano. Gli studi di registrazione dell' amore. In realtà è un magazzino enorme. Ci sono tantissimi computer e scaffali con fascicoli giganteschi. Una statua di Bono Vox si trova esattamente al centro del magazzino. Anche qui, come negli altri piani, si registrano canzoni. Stavolta il suono è più leggero, meno impegnato. Anche se negli scaffali puoi trovare di tutto. Persino una canzone dei Kamelot. Un tipo si avvicina a me con uno spinello e me lo offre..Mi ritrovo al centro dello sala d'incisione mentre canto, a cappella, Redemption Song. Evidentemente le mie doti vocali scarse hanno spinto il tipo dello spinello a portarmi fuori.
Secondo piano. Studi di registrazione della passione. Un caos. Scaffali rovesciati. Scrivanie smontate. In terra c' è di tutto. La musica ha un volume altissimo ma non dà fastidio. Don't you love her madly dei Doors imperversa nella stanza. Luce rossa. Suona una sirena ed una voce metallica mi invita ad uscire.
Primo Piano. Studio di registrazione del ...del .... non riesco a leggere. E' scritto male. Sembrerebbe futuro, ma è troppo sbiadito, non posso dirlo con certezza. La stanza è vuota, bianca e non si sente altro che il rumore dei miei passi. C' uno scatolone laggiù. Leggo. Ultimi arrivi- recita lo scatolone. Apro. Un cd vergine. Senza copertina. Arriva l'uscere: "Stiamo chiudendo!" Col suo solito tono di voce.
Esco dall' edificio. Sono stravolto, sembra che io abbia passato una vita lì dentro. Ora leggo il bigliettino che avevo dato all' uscere. E' bianco. Ma so di aver trovato quello che cercavo. Mi stendo nell' erba fresca del giardino.
Ora posso morire.
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