Si è scritto di...
Cerca
Leggi scritto
Autore: cheshire cat
Da Cohen nasce cosa

Abstract: „Anche in questo siamo uguali. L’unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia. Io no. Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai”. “E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?” Jean-Loup incalzò leggermente il suo interlocutore. La risposta si fece attendere come se un oggetto avvolto in diversi strati di carta prendesse lentamente la luce. “IO uccido…” Giorgio Faletti, IO uccido.
Riferimento: Leonhard Cohen
Per fortuna io non sento l’impellente necessità di fare a pezzi la gente per esorcizzare il Male del mondo. Io non uccido. Io scrivo.
Anzi,di solito racconto storie scanzonate e cerco di far sorridere e non intristire. Però una volta m’è successo proprio il contrario. Ed è stata una canzone a farmi da guida. Un angelo hippie che mi ha mostrato abissi di malattia mentale, abusi di potere e vincoli di dipendenza, senza farmi mai perdere la leggerezza di una ballata. Questa recensione, se così si può definire, racconta di come dal pezzo di Cohen è nato Moods, la cosa più bella che ho scritto. Dunque grazie alla Musica che mi ha permesso di fare un’esperienza di Scrittura con la Esse maiuscola, al di là della pubblicazione, per altro non (ancora) avvenuta dello psychothriller. E dunque grazie anche a Suzanne, perché senza di lei non avrei mai potuto raccontare Jenny: sono due gemelle identiche, ma disuguali, tenute insieme dalla leggerezza della melodia ariosa come una gonna di garza indiana e separate inesorabilmente dalla cognizione Lynchiana della follia che genera dipendenza, non elegia. Una consapevolezza scomoda, in quanto politica, che relega la buona selvaggia di Cohen al paradiso terrestre mai più storicamente replicabile di Woodstock e dei figli dei fiori.
Ma se Suzanne non può più essere, si trasformerà in Jenny, un doppio rancido, un alterego allo specchio distorto, che strizza l’occhio a ogni riga della canzone, ma le viene solo fuori una smorfia oscena.
Come Suzanne, anche Jenny vive lungo il Fiume. Lungo un Reno non gravido d’oro, ma abbacinante lo stesso nella calura estiva per via del deposito di rottami di metallo in cui si svolge l’azione. Lungo il Fiume, tra i fiori e i rifiuti della società, il protagonista Axel si lascia guidare della canzone fino a incontrare Jenny, che è pazza come quella di Vasco Rossi, ma è proprio per quello che Kai, il suo amico scomparso, vuole stare con lei.
Perché lei gli ha toccato il corpo perfetto con l’anima malata. Gli ha dato la sensazione di essere indispensabile, di essere completamente nelle sue mani. Non è amore, né fiducia. E’ la dipendenza assoluta dei bambini. O dei malati. Di chi insomma non è in grado di farsi fabbro del suo destino. E infatti ora che Kai è scomparso, Jenny è sola e tradita come il marinaio Gesù Cristo.Alla deriva prima ancora che il cielo si apra.
Di certo non può aiutarla Axel, anche lui un non-adulto che barcolla da anni lungo il crinale che divide i sani dai malati e la pubblicità dalla vita. Nemmeno Katrin, la psicologa, può fare qualcosa. D’altronde nemmeno lei può vantare una coscienza pulita e di sicuro non c’è da fidarsi di una che dispensa con non-chalance antidoti e veleni per la sanità mentale.
Lungo il Fiume Axel troverà Kai, ma non le risposte che cerca. Quelle il Fiume non ce le ha. E’ un corso d’acqua che si limita a far passare milioni di litri cubi di putredine sotto i ponti, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Per comodità vi riporto sotto il testo integrale di Suzanne. Per comodità, va da sé. E`solo Axel che pensava a scopare durante l’ora di inglese e quindi deve farselo tradurre da sua moglie, sennò non ci capirebbe un’acca e Kai non lo troverebbe nemmeno la settimana dei tre giovedì.
La foto è l'ipotetica copertina, con l'occhio color ghiaccio di Jenny-Suzanne, che mi sono sempre immaginata come una giovane Jody Foster in Nelly. Solo ancora più fragile e freakettona.
Se a qualcuno interessa leggere Moods, mi manda un messaggio privato con la sua email e io gli mando il PDF, così magari capisce un po’ meglio trama e funzione della canzone. E poi chi lo sa? Magari da Cohen nasce cosa…
Suzanne takes you down to her
place by the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she's half crazy
But that's why you want to be there
And she feeds you tea and oranges
That come all the way from China
And just when you mean to tell her
That you have no love to give her
she gets you on her wavelength
And she lets the river answer
That you've always been her lover
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that she will trust you
For you've touched her perfect
body with your mind.
Now Jesus was a sailor
When he walked upon the water
And he spent a long time watching
From his lonely wooden tower
And when he knew for certain
Only drowning men could see him
He said "All men will be sailors then
Until the sea shall free them"
But he himself was broken
Long before the sky would open
Forsaken, almost human
He sank beneath your wisdom like a stone
And you want to travel with him
And you want to travel blind
And you think maybe you'll trust him
For he's touched your perfect
body with his mind.
Now Suzanne takes your hand
And she leads you to the river
She is wearing rags and feathers
From Salvation Army counters
And the sun pours down like honey
On our lady of the harbour
And she shows you where to look
Between the garbage and the flowers
There are heroes in the seaweed
There are children in the morning
They are leaning out for love
And they will lean that way forever
While Suzanne holds the mirror
And you want to travel with her
And you want to travel blind
And you know that you can trust her
For she's touched your perfect
body with her mind.
lascia un commento :: 0 commenti
Versione per Stampa
Torna