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Autore: Sara Graziani

"Felice anno nuovo" Parte 1
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Abstract: Tanti fatti accaduti che necessitano di essere spiegati o meglio risolti.

Riferimento: Victor Hugo. The show must go on (Queen)


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Ora che il 2008 si è concluso e siamo entrati nel 2009, abbiamo brindato con l'auspicio di un "Felice anno nuovo", ma che cosa significa precisamente questa espressione?
Che cosa intendiamo per felice e più in generale per felicità?
Un celebre poeta riteneva chel'immaginazione potesse essere la prima fonte della felicità, un altro grande poeta scriveva che la felicità consiste esclusivamente nel donare, un altro ancora disse che la felicità la si ottiene con l'esercizio della virtù, infine uno scrittore/poeta che io ho già ampiamente menzionato in questo blog,rispose che la felicità si realizza nell'amore.
Ma senza nulla togliere a Leopardi,Goethe,Giovenale ed Hesse io ho deciso di prendere una qualche specie di posizione da un aforisma di Hugo, che sicuramente non è quello del profumo.
La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, essere amati a dispetto di quello che si è. Victor Hugo



Che frase dannatamente vera!!!! E per me è fottutamente vera quando penso a ciò che avrei voluto fare e non ho fatto e a ciò che ho fatto e che non avrei nè dovuto nè voluto. L'essere amati a dispetto di quello che si è implica amarsi per ciò che si è e per colui che si è, senza vergognarsi di raccontare che per un periodo abbastanza lungo la tua testa non riusciva a leggere neanche un articolo di giornale e che, dopo l'aver creduto intensamente di avere una testa sbagliata, hai ritenuto opportuno rendere "giusto" almeno il tuo corpo fino a dimagrire e dimagrire e dimagrire. Troppo spesso molte persone ci amano se assomigliamo a qualcuno che amano e però non possono avere , così accade che invece di dirti che sei troppo magra e stai seguendo esempi sbagliati, ti dicono che stai benissimo e anzi in alcuni casi che stai addirittura meglio di prima, oppure comincia a notarti gente che non ti aveva mai notato per compiacersi del tuo aspetto e della tua "splendida forma". Altri invece fingono che tu non sia tra loro perchè non sei "abbastanza donna "oppure "abbastanza indipendente ed emancipata", altri ancora ti terrorizzano etichettandoti come "anoressica" facendosi anche pagare 160 euro a visita e assegnadoti esercizi che ti portano ad avere attacchi di fame nervosa seguite da crisi di pianto e di isolamento totale e a concentrarti esclusivamente sul tuo rapporto con il cibo che a poco a poco si trasforma in ossessione e assorbe tutto te stesso come un fiore secco ed appassito assorbe la poca acqua che è rimasta.



Questo intervento avrà un seguito, perchè per scrivere è necessario il tempo. Per ora si conclude più o meno brutalmente qui, al fiore appassito, all'aforisma di Hugo e a tutti gli uomini che preferiscono definirsi "cinici","pessimisti", "scaltri" , "svegli", "furbi", "grandi", prima di definirsi e riconoscersi uomini, chissà che effetto potranno produrre queste ultime righe scritte da una che è abituata a vedersi trascorrere tra specchi e bilance.





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