Leggi scritto




Autore: PerchisuonalaCampana

Psicanalisi
Aggiungi questo scritto ai tuoi preferiti

Abstract: Non esiste nulla nella vita che non possa essere spiegato da un Beatle. Giochi di metafore mie, di Paul e John, di tutti.

Riferimento: The Beatles - Yesterday


Condividi su Twitter

Analizzante: Prego si accomodi.

Analizzato: Grazie dottoressa. Gradisce una sigaretta?

Analizzante: Mi spiace, non si può fumare qui in studio.

Analizzato: Ah capisco. Le dispiace se fumo?

Analizzante: Beh, le ho appena detto che non si può fumare qui...

Analizzato: Non le ho chiesto se posso fumare, le ho chiesto se le dispiace che io fumi.

Analizzante: Ah... se fuma fuori di qui vuole dire... No, certo, non mi dispiace affatto. Però le fa male!

Analizzato: Già. Mi fa male, ma non le dispiace... iniziamo bene.

Analizzante: Ma guardi, veramente volevo dire...

Analizzato: Lasci stare cosa voleva dire. Non siamo qui per questo, ma per parlare del mio sogno ricorrente, ricorda?

Analizzante: Certo, me ne parli.

Analizzato: E' da qualche settimana che sogno Jessica Fletcher.

Analizzante: La signora in giallo?

Analizzato: Proprio lei!

Analizzante: E cosa fa nel sogno con la signora in giallo?

Analizzato: Assolutamente nulla. Io vedo la Fletcher che corre inseguita da un nugolo di papere impazzite. E cerco disperatamente di fare qualcosa ma sono come paralizzato, impotente.

Analizzante: Vorrebbe salvare la Fletcher dalle papere?

Analizzato: No, vorrei salvare le papere.

Analizzante: Si spieghi meglio.

Analizzato: Non è facile. Vede, io conosco alcune di quelle papere, e mi dispiace che siano impazzite a tal punto da mettersi a rincorrere Jessica Fletcher. Volevo salvarle da loro stesse, e dalla loro pazzia.

Analizzante: Che vuol dire che le conosce?

Analizzato: E' un sogno dottoressa, cosa vuol dire dovrebbe dirmelo lei. Io so solo che sono disperato perchè non posso fare nulla per fermarle.

Analizzante: Interessante. Continui.

Analizzato: La scena si svolge di notte. Ed è come se sapessi che quella notte è la mia unica possibilità. Poi però diventa giorno da un momento all'altro e io mi ritrovo da solo nel deserto del Marocco.

Analizzante: Marocco?

Analizzato: Sì, e non mi chieda come faccio a saperlo, visto che nel deserto del Marocco non ci sono mai andato.

Analizzante: E poi cosa succede?

Analizzato: Nulla. Solo che mi rendo conto che la notte è andata e che non sono riuscito a fermare le papere. Resto da solo, smarrito. E sono sconvolto da quanto improvvisamente sia arrivato il giorno.

Analizzante: Il giorno, il sole, la luce.... non la rassicurano?

Analizzato: Affatto. Avevo solo quella notte. Il giorno è la fine di ogni speranza. Ed è arrivato all'improvviso, come l'alba nel deserto. Ricorda quella vecchia canzone dei Beatles? "Yesterday came suddenly" diceva Paul McCartney a bocca stretta. Anche nel mio sogno è così. Qualunque cosa potessi fare, improvvisamente potevo farla ieri. Oggi non più. Solo che ieri non lo sapevo.

Analizzante: Credo di capire. Lei è consapevole che oggi non può fare quello che avrebbe potuto fare ieri. Ma non l'ha fatto ieri perchè era impossibilitato.

Analizzato: Sì, qualcosa del genere. Ma più che impossibilitato, non avevo proprio idea di come fare a fermare quei piccoli pennuti. E come Paul pensavo di aver detto qualcosa di sbagliato. Pensavo che fossero impazziti per colpa mia.

Analizzante: Dunque si ritiene responsabile?

Analizzato: In un certo senso. E' come se la pazzia fosse causa di una mia inconsapevole mancanza. E peggio ancora, è come se questa mancanza non fosse legata a una mia azione, come ho sospettato, ma direttamente al mio modo di essere. E quando me ne sono accorto era tardi per fare qualcosa. Non so se le è mai capitato di perdere un oggetto importante, ad esempio il portafogli, per una sua distrazione. Quando all’improvviso si accorge che non c’è più, prima c’è il momento di panico, poi ripercorre tutta la strada a ritroso, guardando ovunque, cercando in ogni angolo, ma del suo oggetto prezioso nessuna traccia. E con ogni probabilità una qualunque sconosciuta Jessica Fletcher l’ha trovato prima di lei e ora si sta godendo i suoi soldi, che tanto faticosamente ha guadagnato. E sa bene che se mai le fosse restituito, lo troverebbe inesorabilmente vuoto. E lei resta lì a chiedersi come ha fatto a essere così stupida e distratta da poter perdere di vista una cosa tanto importante. Ecco, più o meno per me è la stessa cosa: sono stato così stupido e distratto da non accorgermi che le mie papere stessero perdendo la ragione, finchè non sono scappate lasciandomi stupefatto e solo. E poi “suddenly”, quel giorno diventa “yesterday”. Niente più papere, solo la consapevolezza che la vita deve proseguire senza di loro, oggi.

Analizzante: Inadeguatezza e conseguente senso di colpa...

Analizzato: Ah è per questo che la pago?

Analizzante: Mi perdoni, ma il suo è un caso insolito.

Analizzato: No, dottoressa, non è un caso. Secondo me c'è un motivo ben preciso.

Analizzante: Sì, no, volevo dire...

Analizzato: Sì, sì, lo so cosa voleva dire. Era solo un gioco di parole idiota.

Analizzante: Ma scusi, lei non pensa di poter vivere senza le sue papere?

Analizzato: Certo che posso! Devo solo convincermi che non erano altro che stupide papere. E dopotutto mi accorgo che di storie simili se ne sentono a migliaia. E ogni volta mi sono chiesto chi sarebbe stato il prossimo, senza mai considerare davvero l’ipotesi che il prossimo sarei potuto essere io. Non è scandaloso che le persone vivano così profondamente piantate nelle loro certezze, ignare della precarietà di ogni cosa, finchè improvvisamente il loro oggi non diventa ieri e quelle certezze diventano solo un mucchio di rimpianti inutili? Millenni di evoluzione e ancora non l'abbiamo imparato! Meno male che è solo un sogno, in ogni caso!

Analizzante: Sì, ma di certo il suo sogno è legato a qualche evento della sua vita che la sua mente ha elaborato nella sfera onirica amplificando le sue paure e i suoi sensi di colpa che nel suo subconscio hanno preso la forma…

Analizzato: Dottoressa….

Analizzante: …delle papere, e di questa strana figura della Fletcher, sicuramente una proiezione mentale di un elemento di disturbo…

Analizzato: Dottoressa! Mi scusi se la interrompo…

Analizzante: Prego…

Analizzato: Ho come l’impressione che anche la sua laurea rientri nella sfera onirica.

Analizzante: …

Analizzato: Facciamo così. Anche se è contrario alla sua etica professionale, che ne dice di una pizza questa sera?

Analizzante: Ma lei è pazzo, come si permette? E poi io sono fidanzata!

Analizzato: Ah lei è fidanzata? Che carina! Ed è innamorata del suo fidanzato?

Analizzante: Sì, che lo amo.

Analizzato: D’accordo. Allora passo alle venti e trenta.

Analizzante: NO! Facciamo alle venti e quaranta. A dopo. CHI E’ IL PROSSIMO?



lascia un commento :: 0 commenti

stampa
Versione per Stampa

Torna

writeup Messaggi






informativa