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Autore: wired
(Kiuso in camera...)

Abstract: Libri in attesa di complicità...
Riferimento: Sciascia
Quando ho bisogno di lucida pace, come trovare gli spazi in cui il foglio granuloso e immacolato di un acquarello carica la forza della luce, mi capita di sfogliare Kundera o Sciascia. Quel semplice intuire che procede dalla profondità.
( Non ho usato la parola intelligenza perché quel che uno scrittore fa sembrare composto con facilità, di getto, in realtà può essere il risultato di un lavoro estenuante di scucitura e di ricucitura, e ciò che confeziona non è il modello della sua intelligenza ma della sua arte, la quale ha una verticalizzazione assoluta nelle profondità dell’esistenza, mentre l’intelligenza “sbroglia” e segue i fili delle connessioni – meglio dell’arte ma meno vicina alle ragioni universali, ultime- .)
“A ciascuno il suo”, il giallo che non è un giallo ( Calvino), di Sciascia, ha questo paragrafo che qui di seguito riporto che, se uno ha voglia, conduce lontano; però è buttato lì, come nel sole della Sicilia e nel sole della Sicilia uno non ha un gran che voglia di muoversi , ma in fondo il sole che rende svogliati è un universale, ed il paragrafettto, sottola pelle del pensiero sociologico, ha un circuito di vene esistenzialeche porta lontano…
Se passa qualche nuvola e il fresco stimola il movimento si può dargli un po’ dietro se ci va…
<< “Molto bella”.
“O forse molto donna, di quelle che quando io ero giovane si dicevano da letto” con distacco da intenditore, quasi non parlasse della moglie di suo figlio, ora morto, e movendo le mani a disegnare il corpo disteso. “ Credo che questa espressione ora non si usi più, la donna è caduta dal mistero dell’alcova e da quello dell’anima. E sa che penso? Che la Chiesa cattolica stia registrando oggi il suo più grande trionfo: l’uomo odia finalmente la donna. Non c’era riuscita nemmeno nei secoli più grevi, più oscuri. C’è riuscita oggi. E forse un teologo direbbe che è stata un’astuzia della provvidenza: l’uomo credeva anche in fatto di erotismo, di correre sulla via maestra della libertà; e invece è finito in fondo all’antico sacco”.
“ Sì, forse… Benché mi pare che mai come oggi, nel mondo diciamo cristiano, il corpo della donna sia stato così esaltato, così esposto; e la stessa funzione di richiamo, di fascino, che la pubblicità commerciale assegna alla donna…”.
Lei ha detto una parola che contiene, in definitiva, l’essenza della questione: esposto, il corpo della donna è esposto. Esposto come un tempo restavano esposti gli impiccati… Giustizia è stata fatta, insomma… Ma sto parlando troppo, è meglio che mi riposi un poco”.>>
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