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Autore: booknote

Reclusioni timbriche
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Abstract: Mystery- doo Bop

Riferimento: Miles Davis


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E finalmente pioveva da giorni. Le strade erano coperte da una corrente incessante di due centimetri di acqua che andava a ingorgare i tombini e colmare le condutture delle fogne che nelle zone più basse gorgogliavano sature. Erano giornate di una bellezza strepitosa ed era impossibile contenere la gioia di fronte a quel diluvio.

Restavamo in mansarda tutto il tempo che ci era possibile. Ci affacciavamo dal lucernario e guardavamo con avida curiosità il defluire della pioggia lungo i naturali percorsi di pendenza fino ai punti più depressi dove le acque formavano dei laghi melmosi. I passanti indossavo impermeabili dai colori più diversi e dalle fogge più strane ed erano unicamente misteriosi impermeabili e scarpe da pioggia sotto agli ombrelli che si aggiravano in un paradiso di liquidi che li riflettevano insieme alle tinte fosche di un cielo piovoso. Per la maggior parte del tempo ce ne stavamo sul divano letto sotto un piumone leggero in mutande con i nostri libri.Per leggere bisognava tenere le lampade accese e la loro debole luce insieme a tutto quello scrosciare di pioggia sul tetto rendeva le pagine avvincenti e tutta la stanza intima e confortevole. Era semplicemente meraviglioso.

Martina era più riccia del solito, forse a causa di tutta quella umidità, e i suoi occhi ancora più storti e verdi, la sua pelle più bianca, i suoi seni più piccoli, i suoi fianchi più rotondi e questo a causa delle scorta di salsicce che stavamo sterminando, i suoi piedi più freddi e la leggera peluria rossocastana lungo il suo corpo rizzata dall’eccitazione che le dava la pioggia.
Certe volte restavamoal buio. Lei mi abbracciava e mi accarezzava con molta dolcezza ed io riuscivo a rimanere concentrato su entrambe le cose, la pioggia scrosciante e infinita e le sue mani dalle dita sottilie gelate, così sottili da insinuarsi in ogni mia piega, così gelate da risultare bollenti. Saliva su di me e cominciava il gioco che le piaceva particolarmente e i suoi piccoli gemiti di pianto me la facevano abbracciare teneramente mentre le baciavo la fronte nascosto sotto la coltre dei suoi capelli vaporosi. Più che un amore, il nostro era l’incontro di due persone che non avrebbero avuto senso separatamente…



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