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Autore: tuna

Io lo so che sono solo anche quando non sono solo
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Abstract: Ogni giorno mi sento dire che tutto è cosi' e che sempre lo sarà. Fuori si percepisce un'intolleranza cosi' vile da tradire se stessa e renderti superiore: è una ragione sufficiente per vivere ancora alla luce del sole.

Riferimento: Subsonica. Incantevole.


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Pensavo che avrei esordito criticando i rintanati nelle loro camere sterili, illusi di una realtà virtuale che non esiste, ma che consola. In fondo è ciò che credo che farò, una volta smaltita questa ingenua e banale rabbia. Ho ancora un'età in cui posso permettermi di infastidirmi, di irritarmi, di dar peso a cose che un adulto considererebbe poco rilevanti. L'era dello studente concede il privilegio di ritardare anche la responsabilità emotiva. L'era in cui credevo che avrei cambiato il sistema è passata, invece, assai presto, anticipando persino i tempi di chi cosi' poeticamente scrisse: "O natura, o natura, perchè non rendi poi quel che prometti allor?". Ma questo non potrei rinfacciarlo,: la mia promessa è stata tradita ancora prima di essere pronunciata. Come mentire prima ancora di dire una bugia.



Eppure quella sensazione si ripete, ti sei mossa, hai camminato, corso, rallentato, hai persino cambiato idea, ma il punto piu' lontano a cui giungi è quello di partenza: si chiama DELUSIONE! E' allora che provi comprensione per chi si chiude dentro, in tutti i sensi, non capendo piu' cosa abbia piu' senso, cosa sia piu' coraggioso: se arrendersi alla realtà o all'illusione. In fondo se sei stanco di lottare, tanto vale farlo seduto sul sofà.



Crescere è come ricominciare a camminare. Prima a quattro zampe,poi cerchi qualcuno pronto a darti una mano e , se non lo trovi, continui cosi' ancora per un pò. Di non essere onnipotente te lo insegnano sin dalla prima poppata, quando sei tu a dettare legge su come e quando ingerire latte. E sei pur sempre cosi' carina. Ma se poi non incontri le persone giuste, la non onnipotenza richia di risultare un lusso. A pochi piace insegnare, piu' facile pretendere da chi non sa e appagarsi dell'altrui ignoranza. E' questo che spinge a chiudere la porta, solo dopo aver buttato via la chiave. Cosi' A., bellissima ma ossessionata dalle sue cosce(normalissime), chatta con sconosciuti che non possono vederle. F., che aspetta qualcuno da chissà dove, si scorda che quel dove è fuori e che qualsiasi luogo sia è meraviglioso, semplicemente perchè esiste.



" Fuori è un giorno fragile, ma tutto cade incantevole", cantano i Subsonica. "C'è un cartello di sei metri dice é tutto intorno a te ma ti guardi intorno e invece non c'è niente",per dirla alla Jovanotti. Eppure non riesco ancora a giustificare. Siamo tutti vittime, ma anche carnefici. E' che basterebbe cosi' poco: se solo A. pretendesse un pò meno dalle sue cosce, se solo F. si sentisse un pò piu' femminile, se solo io la smettessi di giudicare chi forse questa forza non ce l'ha.





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