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Autore: wired
una lettera incompiuta

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Abstract: La musica estremo, unico, rifugio...
Riferimento: Baa, baa, black sheep...nursery rhyme.
Un foglio svolazzava sull’imbrecciato mentre dal cielo cominciava a piovere fuliggine mescolata con la neve.
Un vento impetuoso occupava a momenti lo spiazzo piegando i giovani carpini fino a terra e strappandogli le ultime foglioline vermiglie le cui venature gialle roteavano per l’aria disegnando piccole lingue di fuoco vorticanti. L’incendio divorava il fienile che trovandosi sottovento alimentava fiamme alte decine di metri e minacciava la casetta di legno che campeggiava sul tratto di prato incolto a fianco della casa.
Una anziana donna , scapigliata, si straziava il volto e si strappava i capelli, seminuda, sotto la piccola veranda della casetta di legno, e urlava e il suo grido restava nei paraggi e strisciava per terra quando il vento taceva, volava lontano quando le ventate si alzavano violente, lasciando la donna a bocca aperta, muta sotto il fragore della tormenta.
La neve si faceva più fitta, scendeva da una mezzaluna di coltre bianca che spinta dal vento andava coprendo, con rapidità da est verso ovest, il celeste pallido del cielo striato di rosa glaciale.
Il foglio si impiantò sullo scalino. V’era impresso uno scritto tracciato nervosamente, vi si leggeva MADRE, la parola era stata poi cancellata, e poi ancora MADRE, e la parola era stata cancellata di nuovo. DONNA, vi era poi scritto, QUESTA E’ LA VERITA’ CHE NON MI HAI MAI DETTO… c’erano altre parole illeggibili.
Le fiamme lambendo il tetto di legno della piccola casetta avevano cominciato a devastarla, il vento le piegava e le innalzava. Il fienile era un intero rogo urlante contro la parte più scura del cielo.
La donna stramazzò al suolo. Il vento le gonfiava la gonna denudandole le gambe magre sanguinanti, solcate dai graffi delle ferite che si era inflitta con le proprie mani.
Il foglio si disincagliò e fuggì col vento nella direzione opposta del fuoco, verso il catino celeste e scrostato del cielo su cui si rifletteva l’agonia del giorno invernale e su cui incombeva la peste nera della tempesta.La donna giacque immobile, con gli occhi socchiusi. Nella mente una canzoncina mise a tacere l’urgano degli elementi che la circondava e l’inferno che possedeva il suo animo. Forse la sola canzoncina che avesse mai imparato …Baa, baa, black sheep, Have you any wool? Yes sir, yes sir, Three bags full … One for the master, One for the dame, And one for the little boy Who lives down the lane
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