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Autore: Brina_z

On the way to the club
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Abstract: camminando sotto i lampioni

Riferimento: comunque preferisco i Blur


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Sono preda di facili entusiasmi, tipo se passo davanti a una ferramenta sono capace di convincermi che voglio dei chiodi, se faccio un sogno in cui c’è un tale che si chiama Amir io sono convinta che l’uomo della mia vita sarà mediorientale con gli occhi azzurri, se mi regalano un viaggio io mi convinco che non respiro e che non voglio andarci, se quando lo incontro ci diciamo la stessa cosa all’unisono io mi convinco che lo voglio, se devo fare una cosa prevista per qualche giorno dopo io mi convinco che se non la faccio subito all’istante è peggio. Ma che io sia così è proverbiale, però è un anno che non sto né facile né entusiasta. Ho passato un inverno infelice e allegra, quell’allegria che solo l’infelicità ti dà, ero divertente e divertita, da tutti gli entusiasmi degli altri (grazie, grazie a tutti) ma molto di più da tutti i disfattismi miei.

Certo sono sempre niente di più che io, e quindi devo continuare a fare attenzione ai colpi di fulmine, alle insolazioni, alle fissazioni, ai criceti che corrono forsennati sulla ruota, al mio ombelico, al cane che si mozzica la coda, ai girotondi, alle braccia muscolose, alla carta che incarta tutto, ho centinaia di slides in triplice e anche quadrupla copia sparse per tutta la camera, e sono convinta che più le rifaccio più sono utili.

Attenzione ai segnali che diciamoci la verità sono sempre chiari e forti.

Vorrei tanto che mi chiedesse Mi senti? Solo per rispondere Chiaro e forte. Come questa musica. Esattamente alla stessa maniera.

Attenzione ai tuffi di salvataggio (degli altri), alle corsie d’emergenza (mia) e alle vie di fuga (di tutti, quasi sempre tutti insieme). Alle sedie degli altri. Lo so, lo so.

Però, qualcuno mi ha detto che sono migliorata senza rendermene conto, se sapesse che io mi sento in interminabile stato di convalescenza, quante attenzioni mi sono dovuta usare, e quanta delicatezza mi devo usare ora. Io che la delicatezza non so proprio cos’è, manesca materiale viziata e esagerata, e la delicatezza non la sento, la scambio per confusione, per debolezza, per assenza, per acqua di rose, quanto ho bisogno di impararla.

Quasi niente mi ha fatto alzare lo sguardo in tutto questo tempo, camminavo guardando per terra, o guardando per aria, preferivo non essere guardata. Non mi mancava nessuno, ma amavo delle persone, lontane, da nessuna ricambiata, e comunque non mi mancavano.

Non è che non mi sia alzata dalla sedia in tutto questo tempo, perché non ce l’ho una sedia, e odio il gioco delle sedie, cosa cazzo vi correte tutti quanti? Ho passato un inverno a imprecare contro il gioco delle sedie, come Clint Eastwood impreca in Gran Torino. La vedevo ovunque la corsa affannata a pararsi il culo, gente che usciva da casa gente che usciva da storie gente che usciva da se stessa, immancabilmente ne uscivano seduti. Sarebbe meglio uscirne in spaccata o giù lunghi, no? Quando cala il silenzio dove la trovate la lucidità di accettarlo. Dove la forza di litigarvi una sedia. Dove l’amor proprio di starsi attenti. Dove la nascondete la vergogna di rialzarvi solo perché ci sentite di nuovo.

Mi senti? Chiaro e forte, ma sempre.

On the way to the club

And I, I just wanna be Darling with you

The music’s made that way.

Preferisco la strada per il club alle sedie.

My eyes are blue and there’s nothing I can’t do

L’ho sempre pensato che con gli occhi blu uno ci può fare di tutto, un po’ come con i geometri, ma non avrei mai avuto il coraggio di cantarlo. Si sta in alto mare, con gli occhi color dell’alto mare a maggior ragione. Però vedo tutto incredibilmente bene, mi pare ci sia una fascio di luce gialla di lampione sopra tutti. E sento particolarmente chiaro e forte. Perciò non preoccupiamoci, anche se dovessi tornare a essere ancora io.

Tanto il club non arriverà presto perché si sa le strade all’andata sono più lunghe che al ritorno, anche se le conosci a memoria, sotto i lampioni gialli c’è questa musica dilatata, e qua quasi mi manca qualcuno, sono sicura che la prossima volta mi dice che comunque preferisce i Blur.



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