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Autore: Papèria

It's not unusual
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Abstract: Quando la riproduzione casuale dell’ipod ti premia, allora vuol dire che hai ragione tu. Adoro quando il caso è di casa. Chez moi. Ça m’arrive souvent, mi capita spesso, o forse sono io che bado troppo alle coincidenze.

Riferimento: Sambassadeur, Albatross


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E’ così bello piangere ed essere contenti che nessuno sia lì a consolarti. Piangere per il puro gusto delle lacrime, per il bene che ci si vuole e per il male che ci si fa, nonostante tutto. Per il disgusto della sera prima, il sonno, l’alcool. Per il continuo ripetersi non accadrà mai più, e poi l’eterno ritorno. Per il modo in cui mi sono svegliata, tardi, svuotata, privata anche del mal di testa, della sua forzosa lucidità. Provata da parole di cui non ho bisogno, e il loro eterno ritorno. Il solito per me, grazie. C’è uno che da tanti anni mi chiama “la solita Vale”, e ça remonte a una vacanza inglese anni fa, non ricordo neppure più il motivo, ma di sicuro ha avuto ragione di chiamarmi così. I soliti ignoti, i soliti sospetti, le solite foto/sul frigo e il pensiero/di essere altrove. I soliti motivi, i soliti miei stupidi silenzi. Mais pourquoi tu me dis tout ça? Je ne veux pas de tout savoir ce qui se passe dans ta tête, je ne veux que rêver. Fammi sognare, et c’est tout. Fammi credere solo per una volta di essere speciale, fammi credere la cura, una volta. Fai l’amore con me come se facessi l’amore, come se fosse la cosa più bella che ti è capitata oggi. Fai finta che io non sia io, immagina che io abbia bisogno di te. E quanto. Immagina soprattutto quanto voglia io abbia di sognare, di non sentirmi più dire la verità vera, brutale, realistica, seduta psicanalitica. Non volevo sapere niente, volevo solo partager. Partager du temps, de beaux moments. D’abord c’était la poésie, c’est vrai. Mais après tu m’as dit bla bla bla bla bla n’importe quoi. C’è sempre una giornata senza pretese in cui se ti guardo tu non mi vedi ma ti ricordi del nostro amore ma invece di stare abbracciati ad aspettare la sera come il faudrait, ce ne stiamo zitti e muti, oppure logorroici e problematici. En tout cas ti senti in dovere di dirmelo, di farmi capire che non sono proprio esattamente il centro dei tuoi pensieri, dovessi pensare male. Che i miei regali e i tuoi regali e il senso dei regali. Che forse la precarietà sentimentale è la tua strada. Non dormire la notte e digrignare i denti c’est à moi, d’habitude. Travailler trop, c’est à moi aussi. Non mi va neanche più di dirti che sono uguale a te, dovessi pensare male. Ma che senso ha mettere i paletti quando non ce n’è bisogno. Che senso ha dire cattiverie a qualcuno che ti sta davanti e che non chiede altro che la poesia. Je cherche la verité dans le mots, je t’ai dit. C’est vrai. Peut-être que je n’inspire pas du romanticisme. Ma perché donarmi continue frustrazioni. Perché sei vago, perché non hai le palle di partager des beaux moments avec moi. Delle giornate senza pretese in cui io ho bisogno di te e, soprattutto, tu hai bisogno di me. Delle giornate dove mi chiami e mi dici voglio passare del tempo con te. Delle giornate in cui mi chiami e mi dici dove sei, sto arrivando, dovunque tu sia. Come mi hai detto una volta, ma non mi ricordo più se eri davvero tu. Il solito, grazie.



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