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Autore: ismael

a chi
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Abstract: sedicente cover

Riferimento: Fausto Leali


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Ti ho vista vestita di bianco

immobile, supina,

braccia stese lungo il fianco

occhi chiusi

scivolare sul fiume fiorito -

la zattera è il tetto di lamiera

della cabina di un camion rubato

a una fiera di motori,e mi chiedo

per quale tipo di cerimonia

l’acqua scorra tra rive di fiori.

E come un monaco omicida

con un coltello sul pavimento

intaglio nel legno la mia lezione -

segno per segno, finché s’incida

tutta la rabbia

e la disperazione

la mia preghiera per la purezza

che ti liberi dal dolore

che ti protegga dal dolore.

A chi

se non a te?

A chi?

Se non a te,

a chi?

Per proteggere le tue veglie

dall’urlo della civetta

che è l’urlo di un bimbo azzoppato

che viene dal limbo della disgrazia

e so che sarebbe giusto

proteggere i tuoi sogni

quando finalmente dormi,

scacciare via la notte -

e so che questo non è giusto -

se la notte è il tuo posto, e non il mio.

E ciò che non voglio più essere

e ciò che non sono mai stato

per venire a portarti via

dev’essere tutto attraversato

per proteggerti dalle auto

dal correre buio e disperato

ma in parte anche da ciò che tu vuoi

e so che questo non vale e non posso.

A chi

se non a te?

A chi?

Se non a te,

a chi?

E recitare i nomi dei fiori

e imparare le mie preghiere

per quel che posso e per quel che vale

e per quel che vale,

ne vale la pena

e infine offrirti una misera altalena

come piccolo letto nuziale.



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