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Autore: VeraJ
Nati Per Correre

Abstract: Nel traffico cittadino una canzone incrocia un sorriso: tutto svanisce tranne le note. Ispirato da "Hungry Heart" di B. Springsteen.
Riferimento: Bruce Springsteen
Immerso in futili pensieri mi districo nel traffico serale. Strade e percorsi che si conoscono a memoria, auto e volti sconosciuti sfilano in ogni direzione, anonimi.
Bruce Springsteen canta Hungry Heart.
Pieno centro cittadino, una lunga fila di macchine a passo d'uomo conduce gli occupanti alle proprie abitazioni, alle proprie faccende e alle proprie storie.
Da una stradina laterale un'auto cerca d'immettersi nel flusso interminabile senza riuscirci. Le macchine passano davanti all'utilitaria bianca, indifferenti.
E' il mio turno.
Non ho fretta di tornare a casa: la canzone mi piace e mi rilassa.
Mi fermo e faccio segno alla ragazza al volante di passare.
La ragazza è carina. Ingrana la prima e parte. L'auto ha il finestrino aperto e mentre mi passa davanti la sconosciuta si sporge donandomi un sorriso stupendo e urlando un grazie, sorprendentemente inaspettato ma gradito.
Everybody's got a hungry heart
Everybody's got a hungry heart
Lay down your money and you play your part
Everybody's got a hungry heart
Quel sorriso, in strano rapporto alchemico con questa canzone, mi stordisce.
Scendo dalla macchina senza spegnerla. Correndo raggiungo la ragazza in coda davanti a me.
Ha tirato su il finestrino.
Con la nocca dell'indice batto un paio di colpi sulla trasparenza che ci separa.
Lei si volta e mi vede.
Quel sorriso abbagliante la illumina nuovamente.
Intanto le auto davanti hanno ricominciato la loro marcia e si fanno udire i primi clacson di protesta. Li Ignoro e sorrido alla sconosciuta che ho davanti.
Lei apre la porta e scende.
I nostri occhi si perdono gli uni dentro gli altri.
Dall'abitacolo risuona un ritornello familiare.
Everybody's got a hungry heart
Everybody's got a hungry heart
Lay down your money and you play your part
Everybody's got a hungry heart
Ci abbracciamo e incominciamo a ballare in mezzo alla strada, incuranti delle auto dietro di noi che intonano una sinfonia di clacson.
Davanti a noi la strada è libera.
Termina la canzone.
Tenendoci le mani ci scambiamo un ultimo sorriso.
Poi lei risale in macchina, mi saluta con la mano e riparte lasciando nel mio cuore quel sorriso ammaliante.
L'ennesimo timbro di un clacson mi scuote. Davanti a me la strada è vuota.
Guardo nello specchietto retrovisore e vedo distintamente l'uomo seduto nell'auto dietro la mia intonare un vuoi andare avanti imbecille?
Il lento labiale è inequivocabile.
Un altro sogno ad occhi aperti.
L'ennesimo.
Confuso ma divertito, ingrano la prima e mi muovo.
Il Boss ora mi sta dicendo che siamo nati per correre.
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