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Autore: ismael
OK COMPUTER

Abstract: Stroncatura di "Ok Computer"
Riferimento: Radiohead, Ok Computer
E’ il caso, e solo il caso, a marchiare un istante col fuoco del genio, a calcare nel tempo l’impronta decisiva. Chiamiamolo destino, se vogliamo. Certe coincidenze hanno dell’incredibile, e si è quasi costretti a cercarne spiegazione nel divino. E in questo caso, come ognuno è obbligato a riconoscere ormai da dieci anni, il divino continua ad abbondare. Una notte, a metà degli anni novanta, dalle finestre della sua masseria, vigneti e mare ad Est, ulivi e mare ad Ovest, l’agricoltore e cantante Albano Carrisi si affaccia al frastuono di quello che crede un fulmine e corre nel campo, mentre si alzano le fiamme di un incendio. Non è un fulmine, però, ma un elicottero, precipitato nel suo podere, dal quale esce barcollando Bono Vox, recatosi da padre Pio per una gara di stimmate fra santi. - Salvate gli occhiali da sole! - urla Bono, mentre un elicottero tributo precipita poco lontano, e Wim Wenders riprende la scena per un documentario. Prestati i primi soccorsi, placati gli animi a cena, innaffiati gli spiriti con la prima bottiglia di vino, i due scoprono di essere entrambi musicisti di talento, e decidono di dover assecondare il destino bizzarro che ha voluto il loro incontro. Versare gli struggenti vocalizzi del Carrisi nel calderone dove bolle, da tempo, il genio compositivo degli U2, bolliti al punto giusto per il condimento. Condimento barocco, struggimento, irresistibile melancolia. Che nessun buon ascoltatore possa dir che manca il pathos. Innalzare gli arrangiamenti a seicenteschi cieli sfondati in trompe l’oeil che, convengono i due, solo i cori di un Freddy Mercury potrebbero eguagliare, ma essendo quello defunto, dice Albano, metterò del mio, e il mio gatto, dovresti sentirlo, come si lamenta, nelle notti d’amore incompreso. I baffi ce li ha, dice Bono. La notte vola oltre la sua metà, e abbiamo il Carrisi, gli U2 per la ritmica e un gatto che sa miagolare i coretti dei Queen, ma ci manca, si dicono anche loro, ci manca un chitarrista, un solista vero, è ancora da venire il tempo in cui ci muteremo in dimessi creativi dell’elettronica da camera. Ci vuole, ci vuole un chitarrista, di quelli con le palle, da anni settanta, ma sì alla Brian May che immagina di suonare coi Pink Floyd, ma più artistico, ecco, uno che vuole fare il Robert Fripp ma non ci riesce, datato, bisogna, datato, come le belle cose originali di una volta, che si è talmente abituati a sentirle originali, che le si riconosce al primo ascolto. Trovano un nome e sono al completo, ubriachi e contenti, che è l’alba. Il gatto sbadiglia ma si impegna. Nasce il giorno e si mettono al lavoro. Dopo due dischi indifferenti che saranno osannati a posteriori, trovano al terzo il capolavoro, e io finisco la mia stroncatura e dò l’invio: Ok, computer.
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