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Autore: occhio
Buio e abbagli

Abstract: Joy Division: “Closer”, 1980. Che altro dire, se non che amo questo gruppo tanto viscerale e all’inverso. Poi Ian Curtis non è solo un cantante, almeno per me, ve lo assicuro. Con lui avrei chiacchierato necessariamente, e la necessità all’uomo occorre spesso più della sua volontà. Poi quest’album è intenso, fatto di canzoni memorabili, ma il mio affetto va a “Decades”. In questo pezzo c’è qualcosa di così chiaro e di così scuro, però non riesci a capire dove è la fine dell’uno, dell’altro. Io non ne verrò mai a capo, e forse è meglio così.
Riferimento: Joy Division
Il neon oscilla in questa stanza
Che pare accartocciarsi su di me
E che cos’è questo nero e questo bianco
Questo cuore e questa mente
Che non va
vacilla
si distende concentrandosi
in fibrillazioni poco estetiche
densamente estatiche?
Non è il cielo che scivola
Non è la terra che trema
È che non ci sono vie d’uscita
Da questa pelle se non la morte
Ma essa non mi vuole
E allora io mi vesto da clown perché
Assieme al naso rosso
abbia il candore di ogni cadavere
E poi bacio la danza
Affinché spacchi l’atomo di carne che sono
Intanto adesso c’è solo un lume che
mi rischiara
quello del frigo vuoto e immagini
cadenti dai miei occhi chiusi
e immagino risalite svanite
ecco io vivo torpori nervosi
candori freddi cercando visioni
più tranquille di questo buio
di questo buio fatto di abbagli
cosicché io profeta di me stesso
mi pronunci
profeta di me stesso
mi rilanci
profeta di me stesso
mi rinunci
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