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Autore: ben crood
Cosa ascolti, Ben?

Abstract: Deliri di un'epoca conservatrice. Ispirato da "Long Road" dei Pearl Jam.
Riferimento: Pearl Jam, Long Road
Ho parlato col mio amico Ben l'altro giorno. Pensavo di trovarlo in forma, so che sta uscendo con una ragazza, che si è rimesso a scrivere, che sta suonando,e tutto questo genere di cose che, nella peggiore delle ipotesi, ti aiutano a non pensare, perlomeno.
Invece no; non è che stia male: solo che è un po' scoglionato, un po' stanco, un po' intontito da questa "epoca conservatrice", come la chiama lui, che stiamo attraversando. Dice che l'associazione culturale che stava cercando di costituire coi suoi amici è un po' presuntuosa, perché "noi persone di sinistra non siamo poi così diversi da quelli che vorremmo salvare"; dice che non riesce a capire cosa pensano di lui le persone, le ragazze che frequenta, che non riesce a capire cosa può dare alla gente, che non capisce perchè vorrebbe odiare la sua ex, uccidere quello che ci prova con lei. Ben, gli ho detto, tu non capisci te stesso, per questo poi ti fa male lo stomaco. E lui non ha risposto, ha cominciato a bestemmiare, che non è un errore; lui si incazza a tal punto che bestemmia in modo così parossistico che sembra omaggiare i santi che cita nei cinque minuti di blasfemia cui si lascia andare.
Poi gli ho chiesto che musica stesse ascoltando in questo periodo. Ben lo capisci dal tipo di musica che sta ascoltando in un determinato periodo ("un periodo si chiama così perchè poi finisce" dice, ed ecco perchè dopo non ascolta più un gruppo che ha consumato in un mese). "Sto ascoltando solo una canzone, "Long Road" dei Pearl Jam". Perché solo una canzone? Perché evidentemente lo affascina, lo descrive, lo interpreta. "Long Road" è una lenta ballata amara, un passaggio che prepara all'inizio di qualcosa...Non puoi sapere di cosa, ma "Long Road" ti prepara a qualcosa, che deve assolutamente accadere, per scelta, per caso, ti prepara a quel qualcosa che spezza un periodo apatico, triste, inutile... "Long Road" è una lenta culla verso quel qualcosa che è migliore del resto solo per il fatto che esiste, che spezza un non-ritmo ("il ritmo è tutto", dice sempre Ben). Nulla di avanguardistico o innovativo, questa fottuta canzone, ma una semplice inattesa pop-song che vorresti non finisse mai... Perché non sai ciò che ti aspetta dopo, ma sai che non vorresti mai tornare a prima, a ciò che hai mangiato ieri.
Ben mi spiega queste cose, o forse le ho capite da solo, con una strana naturalezza. "Long Road" cova tutte le aspettative di ieri che sembravano perdute, e invece erano momentaneamente congelate. Un occhio più sereno spiega oggi la volontà di conquista di ieri, oggi so che Ben sarebbe più capace di ieri... Ma prima deve finire questa lunga strada che sta percorrendo, che..."Non mi aspettavo di parlarne con te, di parlarne, pensavo che parlare con chiunque fosse inutile ormai. Pensavo solo di poter guardare la tv" mi ha detto Ben. Cazzo, tu stai o stavi male Ben. Da quando è inutile parlare?
"Lo hai visto Big Fish?"
"No, Ben, non l'ho visto... dovrei?"
"Se ti dico che mi è stato utile parlare quando ormai non me lo aspettavo... Che quindi pensare di poter bastare a sé è una "insolente sciocca vacua solenne promessa" (chi cazzo lo diceva?)...Allora tu puoi guardare Big Fish, -possibilmente non in compagnia-...e capire perché non puoi fermarti qui, o in nessun luogo, nonostante il momento storico...A proposito, a che ora hai il treno?"
Dovevo andare, era tardi, e di più lui non sarebbe stato capace di dirmi.
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