Leggi scritto




Autore: occhio

Concerti
Aggiungi questo scritto ai tuoi preferiti

Abstract: Tutto quello che posso dire è che i concerti sono terapeutici. Fanno stare bene, a prescindere, come diceva Totò.

Riferimento: Concerti


Condividi su Twitter

La musica d’estate e la musica sempre, perché qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa io per questo sarò ne avrò sempre bisogno. E ho inseguito, e ho ascoltato e poi sentito perché ne avevo maledettamente bisogno, bisogno di stare bene, alla fine di questo si tratta. Sostegno e piacere; essere sostenuti è piacevole, soprattutto quando per tua natura non sei in grado di essere semplice. Così cerca, cerca musica, cerca cerca. E ne ho vissuta, parecchia. Ho ricercato e sono andato a parecchi concerti, anche di chi non conoscevo, di chi fino ad allora non mi aveva mai interessato, per stare bene, respirare, allora vivere, o vedere di farlo, in un minuto, un minuto e mezzo, tre, il tempo di una canzone, o anche di una nota, secca, riverberata, allungata, stracciata.



Il prologo a questo viaggio, la partenza sublime poiché falsa è stata la serata di Melpignano che ha visto correrre, lungo le pareti del convento degli Agostiniani, l’iguana.



Iggy Pop, l’alias per eccellenza, il desiderio d’immortalità per antonomasia. Venghino signori venghino nell’era della riproducibilità tutto è in saldo, ma nessuno può comprare, pensare di farlo forse, pensare mai.



Vorrei dire che il senso di un concerto degli Stooges nel’anno di grazia 2005 è il tempo. Tutto è smaterializzato, ma fottutamente vivo. Tutto gira aIl senso del sacro è nelle icone. Ecco, comprendo il significato delle Barbie, l’alchimia della cocacola, mi tuffo nel blu dipinto di blu dei jeans e no ho puara di affogare.



Sono andato a veder un concerto per l’evento, questo ci ho trovato. Soddisfatto e senza rischio, non ho nemmeno pagato.



Il mio viaggio così è iniziato.



Avrei dovuto fare tappa a Otranto per vedere James Brown. Non ci sono andato, chissà se riuscirò ad andare ancora ad un suo concerto. Chi ci è stato mi ha detto che ancora fa scintille. Avrei voluto esserci, meglio non pensarci, megli pensare a ciò che è stato, semmai…allora Subsonica.



Nonostante conosca solo il primo album, ci sono andato comunque.



Mi sono divertito. Bel palco. Tante luci, quattro schermi, immagini, e via via. Ma non è che mi sia poi così tanto divertito. Mancava qualcosa, forse la gente. Per carità, non fraintendetemi, di gente ce n’era ma mancava qualcosa, non era neanche una messa, non lo so, bahhh! Sono contraddittorio? Forse non ci ho capito granché, la serata mi è scivolata addosso senza traccia, senza scuotermi. Eppure tutti ballavano, cantavano, ma andare ad un concerto sapendo poche canzoni premia solo nel caso in cui sei folgorato sulla via di Damasco.



Devo dire che sapevo ben poche canzoni anche degli Afterhours, tuttavia Agnelli e soci sono stati coinvolgenti ugualmente. Ora lui ci scatarra sopra, e vabbè, però si sputa da solo sputando in cielo. Ecco il senso della grandezza, della caduta, del fallimento, questo apprezzo negli Afterhours. Ciò mi basta. E poi adrenalina, ovvietà, machismo rock, ok, tutto è così…ma perché non gustarsi qualcosa di buono, voglio dire continuerò a mangiare gli spaghetti col sugo anche se mi diranno che in giro ci sono piatti molto più…nuovi, ma cosa c’è di nuovo in fondo? Io rinnovo il piacere del rock, e sto bene. Mi basta davvero, e non è davvero poco.



Delusione tre allegri ragazzi morti. Vado al concerto convinto di vedere una progettualità pop. Delusione tre allegri ragazzi morti. L’idea dell’adolescente assoluto mi piace, ma devimantenereuna maschera per dio, recitare baby. Non puoi con quella faccia, quella barba. Delusione tre allegri ragazzi morti.



Chi mi ha colpito piacevolmente sono stati gli Yuppie Flu! Wowwwwwww! Sti ragazzi se fossero stranieri grideremmo al miracolo. Peccato che sono italiani. Peccato per voi o per chi pensa che un norvegese possa suonare il rock, salvo poi affermare che è una materia che riguarda solo gli angloamericani quando poi a farlo sono gli italiani. Io amo i gruppi italiani che cantano in italiano e sti guaglioni non lo fanno, però però ci avevano sopra un relax e una grazia che non è facile trovare, per me sono stati ok, estate 2005 scoperta, ok.



E dopo tanto peregrinare occorre rinfrancarsi. Le braccia sono quelle del po\' trasognante e delicato dei Tiromancino. Ho goduto canzoni grandissime. Canzoni talmente perfette da potere apparire delicate come uno zefiro di vento. La debolezza la possono esporre solo in pochi. Cosa dire della “descrizione di un attimo”, “per me è importante", “Amore impossibile”…che sono la sublimazione e il compimento della materia popo italica nell’anno 2000. Il tempo è qualcosa a cui non si sfugge, dovesse anche non esistere.



Se mai ce ne fosse bisgno, Federico svela la centralità di un cantautore come Dalla, uno a cui la boriosa critica italiana non ha mai perdonato di parlare del cuore, di essere grandiosamente pop. Quando canta “quanto è profondo il mare” siamo ai brividi.



Il viaggio termina dove era iniziato: il destino di ogni Ulisse.



Melpignano, 2005, 27 agosto: la notte della taranta. Premetto che non sono tato favorevole a questi raduni ocenaici, perché non godo più di tanto, ma mi sono divertito follemente. Quest’estate ci sono parecchi nodi che stanno giungendo al pettine e omaggiare la porpria terra è qualcosa che fa bene. Ospiti della serata I Sud Sound System –grandissimi-, Piero Pelù, De Gregori, che mi ha fatto riflettere quando ha cantato “nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la diritta via era smarrita…” ecco apppunto.





lascia un commento :: 4 commenti

stampa
Versione per Stampa

Torna

writeup Messaggi






informativa