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Autore: VeraJ

Find me and follow me through supermarket corridors.
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Abstract: Un incontro inaspettato con Francesco Ferdinando al supermercato.

Riferimento: Franz Ferdinand


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Mi trovo un piccolo supermercato per il consueto rifornimento settimanale di vivande. Sono nel reparto ortofrutta con tanto di guanto di plastica e sacchetto e sto scegliendo quelle che a me sembrano le clementine migliori. Sopra la mia testa, una piccola cassa acustica ronza senza emettere alcun suono. Un supermercato senza musichetta di sottofondo sortisce una strana sensazione, sembra quasi togliere sapore al sacro rito della spesa. Come se qualcuno mi avesse letto nel pensiero, il ronzio termina e le note si diffondono sulla mia testa. Ehi, ma questa la conosco! The Dark Of The Matinee dei Franz Ferdinand invade il reparto frutta e verdura in tutta la sua prorompente semplicità. Il volume di solito basso è abbastanza alto, probabilmente tra il personale si nasconde qualche rockettaro a cui piace lavorare con delle sane vibrazioni nelle orecchie. E mentre continuo a scegliere le clementine mi ritrovo a muovere i fianchi a ritmo e a canticchiare. Find me and follow me through corridors, refectories and files You must follow leave this academic factory… Non riesco a stare fermo, è più forte di me. Questi dannati scozzesi ci sanno fare, giocano la carta della semplicità azzeccando accordi, ritmi e ritornelli. Saranno dei copioni e dei ruffiani ma cavoli, sono così divertenti! Ballare, ballare e ancora ballare. Scordarsi di tutto e muovere le membra intorpidite dal grigiore lavorativo quotidiano scatenandosi in una danza libera e liberatoria, liberare il rock che scorre dentro di noi: questo è l’imperativo. Quando mi rendo conto che forse sto dando spettacolo è ormai troppo tardi. Una commessa che sta sistemando dell’insalata di fronte a me, mi guarda e ride. Una signora a fianco, che sta scegliendo le banane più verdi, cerca di tenersi a distanza di sicurezza da quello che probabilmente considera uno schizofrenico; tiene indietro il corpo e allunga il braccio come Reed Richards dei Fantastici Quattro e sceglie le banane alternando lo sguardo alla frutta e al sottoscritto. Una nonnina passa col suo cestino e scuote la testa. L’unico che mi comprende (oltre a chi ha messo su la musica, penso) è un bambino che avrà al massimo quattro anni e saltella anche lui cercando di tenere il tempo. Cerco di ricompormi, ma mi accorgo che invaso dal sacro fuoco del rock ho preso almeno tre chili di clementine. Ne ho per tutto l’inverno. Paonazzo, tolgo un paio di chili di frutta dal sacchetto stracolmo e m’avvio alla bilancia cercando di mascherare l’imbarazzo e mantenere una certa dignità. Ma vaffanculo! Chi se ne frega! Amo la musica, sono un maledetto bastardo rockettaro ed ho voglia di ballare e cantare, c’è qualche problema? E così mi dirigo a pesare la frutta saltellando e cantando. This fire is out of control I'm going to burn this city Burn this city La commessa mi guarda e stavolta ride di gusto. Schiaccio i tastini della bilancia a tempo, lego il sacchetto ancheggiando e lo getto con posa plastica nel carrello. Cazzo, non è il mio! Mi fiondo a recuperare la frutta, saluto con la manina la commessa che ha le lacrime agli occhi a forza di ridere e mi eclisso nel reparto ferramenta. Tutto questo basta a fugare i legittimi dubbi sulla grandezza dei quattro di Glasgow? Basta e avanza. Non mi era mai capitato di sentire un impulso irrefrenabile a dimenare le chiappe (e tanto meno in un supermercato) come quello che irrompe tutte le volte che ascolto quei maledetti. Il sottoscritto è un animale notturno, agorafobico e misantropo che difficilmente si lascia andare a tali espliciti atti, a meno che il suo stato psicofisico sia alterato da qualche sostanza alcolico-psicotropa. Che Kapranos e soci abbiano inserito qualche strano messaggio subliminale all’interno delle loro canzoni, con l’intento di trascinare l’umanità intera in un colossale vortice danzereccio al grido di: Yeah, sono vivo Sono vivo Sono vivo e ora lo so Ma potrei morire per patatine e per la libertà.
Più POP di così!



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