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Autore: occhio
È tutto così semplice

Abstract: Talking heads: 77 non mi va di dire più di quello che segue: in inglese: pezzi dei pezzi dell'album.
Riferimento: Talking Heads
“Pronto ******** ?"
“sì, buongiorno”
“mi dica”
“vorrei ordinare alcuni titoli”
“lei è già un nostro cliente?"
“sì.”
“perfavore mi può dare, cortesemente, il suo codice cliente?”
“no, l’ho smarrito”
“è in grado di ricordarlo”
“no, mi spiace”
“va bene, fa niente. Mi dica il suo nome.”
“Francesco”
“non basta. Il suo cognome”
“ah, vero…”
Ride la donna.
Io sbuffo e sussurro.
Lei ha una bella voce e io sono in tiro. È sabato mattina. Per forza. La testa fa pum pum. Il vino costa ancora poco, almeno dalle mie parti. C’è chi lo beve con la gassosa. Preferirei morire, grazie. Non sopporto l’acqua, figuriamoci la gassosa, poi il vino mischiato ha un colore insopportabile. Devo amare il colore di ciò che mi scivolerà dentro. Per Dio. Lui mica mischiava l’acqua. Una cosa di questo cazzo di mondo l’aveva capita. Non aveva tenuto in conto le tarantole nere della morte.
Io penso a tutto questo. Sono appeso, il mio capo pende sul catalogo. I titoli li avevo segnati, ma sono spariti. Ho una confezione d’aspirina e un gatto sopra la guida telefonica che mi dorme a due cm dal naso, e sono allergico al pelo del gatto. Lo sparo fuori la finestra, a due mani. “Fanculo”
“cosa?”
Quasi che mi scordavo. Sono scordato.
“…dicevo *******”
“sì, una copia?”
“sì.”
“sì”
“…poi *******”
“sì”
“lo sa che lei è proprio brava a dire sì”
Fa finta di nulla, ma ride.
Io sono d’acciaio. Capisco le vaccate al telefono, ora. Vacca boia!
“… senta… remain lights dei talking heads?”
“… un attimo… no”
“no?”
“non lo abbiamo.”
“peccato”
“uh…”
Non puoi fare uhh, cazzo. Devo telefonare a *****, dopo… ricordati, guardo in basso.
Sono certo che non dimenticherà.
“abbiamo però 77”.
“sempre dei talking?”
“sì.” Lo dice in maniera subdola. Io capisco.
“non lo so…”
“è bello. Molto bello.”
“…non saprei…”
“si fidi… sì?” è maledettamente furba.
“e va bene” ci casco.
Così ho acquistato 77.
Di cosa si parla? Di musica, parole.
Appunto.
Questo disco realizza un equilibrio fra la musica e le parole.
Lo amo da sempre.
Vicino casa c’è un bar. Non c’entra nulla con l’album in questione. Di fronte al bar semino, ma dentro ci bevo poco. Preferisco le bettole, dove puoi sentire gridare e bestemmiare tutti i santi, senza che nessuno parli male dell’altro, dell’altro che passa, dell’altro con la moglie ballerina, dell’altro e basta.
Non è che provi compassione, ma tanto rispetto per me stesso sì. “no compassion” dice: compassion is a virtue, but i don’t have the time. So many pople have their problems. I’m not interested in their problems”. Il bar non ci va nel pezzo allora. La bettola sì.
Il disco che entra nella testa, con la musica e le parole. Tutto in una volta. Tutto insieme e la testa non ti fa male, e magari lo balli quando indossi la cravatta nudo la mattina.
“who is it?
Who is it?” Per l’infinito, per l’infinito tu…, “baby it’s you.”
Ecco che c’è una spiegazione, a tutto. Anche al battito del cuore.
Se io posso permettermi di essere un rospo ubriaco, che balla del funky bianco in piena notte, sapendo che il giorno dopo farò schifo, è perché ci sono i politici che pensano a me, a tutto e tutti. Grazie. “Don’t worry about the governement”
E se mi capita di veder un intellettuale con un libro in mano, in strada, con un altro intellettuale con un libro in mano, rido.
E se mi capita di vedere dei bar dove riposano studenti stanchi che leggono poesie per piacersi, per farsi una leccatina, starnutisco.
“tentative decisions” mi diverte sul finale pirotecnico.
Ora, non è che io possa dire ancora di questo disco, che ha, perlatro, una gemma come First week/last week… carefre” che è pop che più pop… insomma che molti gruppi d’ora dovrebbero smettere di suonare. Non sono un passatista, ma la perfezione ha un suo prezzo.
E le parole troppo difficili di una canzone mi disturbano e quelle accatastate mi disgustano. E il senso che non c’è. Poi in Italia, il Paese che non legge, si giudica gli albums dai testi, quando la musica, in realtà, è una cagata sciolta! E sono tutti maestri, e fanno solo rocknroll! E bah, ma non lo facevano perché non volevano pensar ad altro!
Bah, per me tutto è semplice. Tutto si riduce ad una chiavata! Brummm, brumm, ahh, ahh!
“love, love is simple as 1-2-3” eppure ne hanno scritte di vaccate, a quintalate.
E se io mi trovo ad avere questo disco, a scriverne, a goderne in maniera esagitata è perché una donna, al telefono, mi ha detto un sì talmente musicale che non si poteva dirle di no!
Allora musica e parole.
Appunto questo era il tema.
Non farò mai il compitino! Spiace
Più a me.
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