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Autore: ismael

Passato e presente
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Abstract: Sul tema di questo mese - la persistenza del passato. A proposito: mi hanno finalmente regalato un CD e fatto conoscere Piero Ciampi: Parla ancora, eccome se parla!

Riferimento: Joy Division. God Machine. Water in face.


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Passato e presente sono sullo stesso piatto. Togli un oggetto dalla sua custodia e lo metti nel suo lettore: escono suoni in questo momento e riguardano te - incisi negli anni cinquanta o la settimana scorsa, tu li ascolti adesso. Sai che la tua epoca è molto fortunata perché la tecnologia ti dà modo di tenere tutto lì con te. Fin da bambino sei abituato ad ascoltare dischi registrati molto prima che nascessi. Per questo pensi di dover ribaltare la faccenda. È più difficile trovare l’amore al primo colpo in quel che hai appena portato a casa e tolto dal cellophane, che è sfidato a farsi posto fra quello che già senti come tuo. Si tratta di sentimenti - di aspettative, di conferme. Per questo scadi nei processi alle intenzioni di gente che non hai mai conosciuto, e in qualche modo questo è giusto. Perché è la tua percezione che lavora, diretta dai tuoi sentimenti. Qualcosa lo senti originale, sincero e duraturo. Qualcosa sa di copia, di effimero e di finto. Il valore ultimo assegnato a una cosa è quello che ci senti e che le hai dato. Poi il tempo passa, e anche lui dice la sua. Per cui i Velvet Underground sono qui da tanto tempo, che non possono più essere datati. Gli Stooges non sono datati. I Joy Division, con le loro tastierine così ingenue, non riescono proprio a essere ingenui. L’entusiasmo dei Talking Heads è sempre fresco. Ma per dire, gli Strokes, o i Franz Ferdinand, oppure gli Interpol, oltre che datati, ti suonano immensamente irritanti. Ti senti come se della gente cattiva si fosse organizzata per raccogliere una ragazzina all’uscita di un locale, l’avessero truccata come l’amore più travolgente che hai perso nella tua vita, l’avessero istruita sul modo in cui lei si muoveva, sul tono che lei usava nel parlare, i capelli, tagliati uguale e tinti dell’identico colore, e poi l’avessero mandata alla tua porta, per dirti: - Vieni, che ti dò la figa. Cosa vuoi che sia, ti dò la figa! Pensi che ciò di cui questi gruppi possono usufruire rispetto ai gruppi di trenta o quarant’anni prima - cioè una migliore qualità di registrazione - fra solo cinque anni non importerà più niente. Il progresso della tecnologia continua ad accumularsi, ma la crescita di un uomo di per sé, ogni volta riparte dallo stesso punto. Ha modi nuovi e infiniti per dire le solite cose. E questa è una giustificazione per te, qualunque cosa tu tenti di scrivere o cantare, ma anche per chi non ti piace. Probabilmente lui ama le stesse cose che ami tu, e truccare quella ragazzina è stata una forma d’omaggio e d’amore. Quella stessa ragazzina, per qualcuno, adesso, è la perfetta incarnazione dell’amore, e per qualcuno fra dieci o vent’anni sarà il passato a cui tenersi stretto. E poi c’è qualcosa che non funziona: tanta musica nuova continua a trovarsi un posto. Perché i God Machine a suo tempo non li hai sentiti finti? Anche loro rifacevano i Joy Division, eppure li hai idolatrati. Perché dopo tanto Nick Cave e Bob Dylan e Cohen, Thalia Zedek e Francoiz Breut le lasci entrare? Per dire, vai a un concerto in un parchetto di Sassuolo, e lì ci sono due ragazzini, che si chiamano Water In Face, che fanno del Noise-Blues. Pensi: - Dio mio, hanno dieci anni in meno di me - e prima di tutto stai male per gli anni. Poi pensi a quanto ti piacevano i Gun Club e i Birthday Party, e a quanto ti ha dato fastidio John Spencer. Pensi che i Fugazi certe cose le hanno fatte da quel po’. Eppure, quei due ragazzi sono fenomenali e ti spaccano al primo colpo. Vai a prendere una birra, e invece c’è un famoso sassolese che li trova insulsi. Ma tu torni là sotto e ancora una volta, non puoi fare differenza fra passato e presente, perché si tratta di sentimenti, e quelli che valgono alla fine sono i tuoi. Per quello spocchioso valevano i suoi, va bene, ma tu a vedere questi qua ci vuoi tornare.



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