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Autore: ben crood

In My Bed
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Abstract: Ogni storia ha la sua musica/ questa è ispirata da "At least that's what she said" dei Wilco, dal disco "A ghost is born". Attenti alla polvere.

Riferimento: Wilco - At least that's what she said


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Pensavo di aver capito tutto. E invece.



Aprire gli occhi, ogni giorno, e guardare il soffitto. Passo troppo tempo a guardare il soffitto. Fumo, velocemente, senza gustare la sigaretta, e guardo il soffitto; tu dormi, russi perfino, mi abbracci, e guardo il soffitto; tu pensi che io sia lì con te, oppure sai che non ci sono, o temi che io sia chissà dove, e il soffitto invece è sempre là.



Che poi non è un soffitto che guardo. Guardo le travi di legno che lo attraversano. Chissà cosa c’è in quelle travi di legno.



Tu sei qui. Saranno anni che sei qui, e io qui affianco a te. Non sentiamo né il caldo né il freddo, siamo qui nel mio letto della mia stanza, a guardare quel soffitto. Sono anni che non ci alziamo. Non credo nemmeno di voler sapere cosa c’è fuori da questo mondo. Anni che mi sento sicuro. Però guardo il soffitto. E in fondo lo guardi anche tu.



Non mi è mai capitato di non avere rimpianti pensando ai giorni in cui ho conosciuto una persona. È sempre così: rimpiangi la freschezza dei primi momenti, quando l’amore è eterno. Amore o chi per lui. Con te, no. Ma stai dormendo, non vale. Ti sei girata dall’altra parte. Ti annoio quando parlo. Potresti dirmelo… lascia perdere. Guardo il soffitto. Le travi. Vorrei alzarmi e mettere quella canzone… dei Wilco… quella che comincia col piano…



Non potrei mai alzarmi ora.



Non serve parlare. Devi andar via. Io non voglio stare con te. Ci stiamo ammazzando qui. Magari ci odieremmo, fuori da questo schifo di letto. È ora di alzarsi, fare, cercarsi un lavoro. Tu lo sai benissimo. Poi non darmi dell’irresponsabile. Odio quando mi guardi così. Mi fai sentire responsabile di tutto il male del mondo. E non parli, non parli. Cosa diavolo fai, guardi il soffitto?



Eh no. Il soffitto è mio. Tu hai il tuo bel muro laterale, hai pure la finestra da quella parte. Lasciami il soffitto.



Com’è che dice quella canzone dei Wilco? "At least that’s what she said"… A che serve tradurla. Tanto le canzoni mi piacciono come le capisco io, gli do il significato che mi alletta di più. Quel piano… le chitarre che ti accarezzano sottovoce…



Sai che me ne voglio andare, dici. Sai che moriremo. So che non posso vivere, senza di te. So che tra due minuti scoppierai a pingere, nuda e seduta sul tuo lato del letto. E capirò che non c’è nessun motivo.



Guardo il soffitto. Penso al male che ci si deve fare per capire certe cose, in fondo, in fondo, sì in fondo ci sta. Altrimenti non le capisci. Ma tu dormi. Chissà cosa fai tu mentre dormo io. Chissà se vuoi lasciarmi, alzarti e andartene, lasciarmi nel sonno… Ma non puoi farmi questo. Non puoi.



Poi succede, quando riesco ad alzarmi e arrivare allo stereo, che la canzone si blocca. Tutti gli strumenti battono su una sola nota. E poi un’altra. E poi la canzone dei Wilco vola. Dopo le lacrime dei due protagonisti. Come la chiamano? Una "suite", la canzone si lancia nel vuoto, senza sapere dove vuole andare. C’è l’assolo impazzito, poi. Tu dici che è cacofonico? Note a caso? Distorsione orribile? Io dico che è un buon motivo per lasciarci.



Un’altra sigaretta. Mmm… Così mi viene la tachicardia. Caffè, sigarette, immobile nel letto… lanciato nel vuoto. Mi sento esplodere. Devo alzarmi. Devo. Dovremmo tutti e due, amore. Amore?



Quando è cominciato tutto questo? E sì che ci ripenso a quando ti ho conosciuta! Come sei riuscita a farmi questo? Quando siamo entrati in questo schifo di letto? Queste coperte… sono tutto ciò che abbiamo…che ho, dopotutto il letto è mio! Devi andar via di qui… mi farai impazzire… vuoi consumarmi? Queste coperte sono sporche, loro sì che sono consumate, alzati, fai un caffè, fa’ qualcosa per te! Io non voglio finire così. Come è possibile?



Poi la canzone si ferma, e rimane solo la polvere nell’amplificatore. La chitarra muore. Tanto non ti piaceva. Meglio così, no? Forse la morale è che, prima o poi, tutte le canzoni si fermano. Cosa? Vuoi sapere come va a finire, quando è cominciato? Non sono il tuo biografo. Il nostro. Nessuno racconterà la nostra storia. Tutte le canzoni si fermano, dicevo… Prima di entrare in questo schifo di letto pensavo che sarei morto, se non avessi lottato, sperato, se non fossi arrivato dove volevo arrivare. Ora… non so… forse morirei se non avessi questo letto. Questo schifo di letto.



Pensavo di aver capito tutto. E invece





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