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Writeup n° 39
L'Editoriale


N.39 Dicembre 2008
• La foto di copertina

Gli scritti dei WriteUppers
Gli scritti di questo numero

La Rivista di questo mese

online il 15 di ogni mese: i migliori tra gli scritti inviati alla Community; una rivista a cui potete direttamente partecipare!

“Non solo entertainment”

Non solo entertainment

Qualcuno mi dice “non mi iscrivo a writeup, perché non so niente di musica, insomma, non abbastanza per far leggere ad altri qualcosa di mio sull’argomento”.
Allora penso che , a volte, do per scontate cose, a proposito di questo sito, che scontante non sono.
Non è un posto, writeup, dove si da sfoggio di conoscenza musicale! E’, invece, il luogo, dove la musica che uno ama (si trattasse anche di una manciata di canzoni) si trasforma in una forma diversa, quella che sanno dare le parole.
Ciò che ci lega alla musica non è prettamente il saperne molto di essa. Oggi ascoltavo, viaggiando, raidue, e sentivo ( tra gli altri un amico) parlare delle più belle produzioni musicali di quest’anno che ormai volge al termine. Trasmissione interessante, condotta da professionisti che sanno bene il loro mestiere. Molti nomi, fino ai più sconosciuti alla musica commerciale. Musica bella, meno bella , brutta. Eppure, come ogni volta, mi mancava qualcosa, qualcosa che ritengo importante, qualcosa che un professionista molto spesso non può dare!
La musica non è solo bella, importante, innovativa o significativa dal punto di vista artistico. La musica è una fucina di emozioni! E le emozioni non hanno una relazione diretta ed univoca con la conoscenza. Per provare emozioni profonde, ascoltando una canzone, non occorre essere, necessariamente, un esperto di musica. (La stessa cosa vale, a mio avviso, per qualsiasi altra arte. Ma il ragionamento ci porterebbe lontano). Serve solo ciò che accade. Ossia, amare la musica che ci emoziona. Aprirsi ad essa e lasciare che dentro di noi tocchi i tasti del nostro sentire.
La musica ci piace. Ma cos’altro ci dà, oltre a questo?
Se ripercorro i numerosi scritti di writeup, mi rendo conto che dove può arrivare la musica è un luogo molto lontano, dentro di noi. Serve lo scopo di una riflessione sul nostro sentire. E ognuno trasmette questa ricerca secondo le proprie peculiarità espressive. Ad una canzone leghiamo l’idea di una relazione, di un disagio, di una volontà. Sembra che vivendo la musica procediamo verso l’autodeterminazione di noi stessi. E, la cosa affascinante, è che quanto una musica significa e sollecita in uno, non lo si ritrova in un altro. La musica si presta a portare in emersione emozioni sempre nuove e diverse. L’incontro di una musica con l’emotività del singolo che l’ascolta è il cortocircuito che fa di quest’arte, probabilmente, l’espressione condivisa  e più diffusa del costume, delle idee, del vivere quotidiano e del sentire emotivo. 
Ecco che , allora, dico io, non basta più il critico, che pure è importante, il giornalista, colui che ne parla in modo professionale ed impersonale. E’ proprio dalla personalizzazione dell’ascolto che la musica assume il suo più profondo significato. La testimonianza del come si “sente” la musica e di cosa, essa, trasmette, fatta da ogni ascoltatore, rende quest’arte completa, irriducibile agli schemi, vestendola di quei contenuti emozionali che , nel caso di writeup, emergono attraverso una rielaborazioni scritta delle emozioni provate! Emozioni che, mai statiche, si modificano nel tempo, creando un dialogo destinato a durare per sempre!
L’elaborazione scritta della relazione intima che si ha con la musica , o più semplicemente nel prendere spunto da una musica per scrivere un testo letterario, nel caso del nostro sito, porta all’emersione degli stili. Questo, per me , è uno dei grandi piaceri che si provano nel leggere  writeup! Un piacere che conferma il caleidoscopio attraverso il quale l’opera creata possa sfaccettarsi all’infinito nei riflessi della moltitudine che l’opera fruisce. Le chiavi drammatiche o ironiche, divertite o sentimentali dei diari di ascolto, recensioni, racconti che si leggono nel sito, combinano brani di musica o artisti, eventi musicali, che ognuno è abituato ad approcciare   col proprio modo di sentire, a moods a volte molto diversi, opposti magari; per cui, può accadere, di leggere un testo ironico ispirato ad una musica che abbiamo sempre vissuto sentimentalmente o viceversa,  e questo gioco di riflessi, in qualche modo anche deformanti, rende la lettura stimolante e divertente, così come altre volte, sorprendentemente, una musica che non ci aveva mai particolarmente colpito, si rivela coinvolgente, nel testo di un writeupper, tanto da portarci a riascoltarla con rinnovato interesse.
Insomma la musica si condivide anche attraverso la eco delle emozioni di chi la ama, emozioni che su writeup, per rimanendo impalpabili, raggiungo gli altri attraverso l’uso sapiente della parola.
Writeup, quando la musica scrive! Questo è, in fondo, uno slogan azzeccato!


Leonardo Alessandroni