Sommario

L'Editoriale
n.41 Marzo 2009
• Foto di copertina
Gli scritti dei WriteUppers
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Lo scandalo sarebbe Gino Paoli che fa dire a una bambina due parole di comprensione per un vecchietto un poco “stronzo”, a dire il vero, anzi, un po’ parecchio, ( tentativo ridicolo; per avvicinarsi a De André non basta essere genovesi!) o, peggio ancora, Povia che ci racconta, con la combinazione meravigliosa, per gli allocchi, della presenza in diretta del capo dell’arcigay, che Luca si fa i cazzi suoi con chi gli pare, con relativa reazione dispotica del noi che abbiamo subito, quel che abbiamo subito, non ci si tocchi mai più e se ne parli solo bene e a ragion veduta!??? Ha ragione Zucca, non c’è più spazio per lo scandalo! La cosa che fa scandalo è l’assoluta incapacità rimasta a questa Italietta di scandalizzarsi. Ogni scandalo possibile è legato allo sciacquone televisivo e qualsiasi murmure del paese è facile preda di quella “splendida” tazza medianica e passata per il sifone; intanto, alla tuornée di Pelù potranno incontrarsi alcuni tra i 200.000 mila ricchi over 120.000 euro reddito l’anno denunciato ( il che può, più o meno, voler dire over 1 milione di euro di reddito vero) e masse di cassaintegrati che il Cantante e la Cgil hanno concordato di far entrare gratis; anzi, potrebbero stabilire che il biglietto ai cassaintegrati lo paghino gli over 200.000 euro e così si risolve anche il problema della proposta di Franceschini e del risveglio primaverile della sinistra post-veltroniana. Da Amici Miei a XFattory la musica, scandalosamente, condannata anche da un mercato sempre più povero, passa dall’essere portatrice di un contenuto ad essere contenuto: la zona, si capisce, è sempre quella dello suddetto sciacquone: ma per quanto lo si tiri… . Scandalizzare non è più la sua missione, ma scandalizza invece tutto l’impegno celebrativo intorno alla figura di De André! Forse l’unico che abbia scandalizzato, negli ultimi lustri, portando a comprensione dei più le vite disordinate e disgraziate dei soggetti “ al limite” che ci lasciamo vivere attorno senza degnarli di uno sguardo. Vedere i ripetuti “santini” propinati con il supporto della Ghezzi, finalmente in luce, anche se riflessa, scandalizza pensando allo scandalo che proverebbe il povero Faber nel vedersi trattato come un santo, lui che, per debolezze, non era così lontano da coloro che meravigliosamente cantava e che preferirebbe essere ricordato, se mai, per l’uomo che era, con i suoi limiti e difetti, anziché dipinto ad uso e consumo dei comuni e banlotti lavaggi di coscienza. Chissà se mai qualcuno scriverà una canzone che lo riscatti da questa immagine che suo malgrado e senza nulla potere deve subire di sé? Intanto Baricco ci fa sapere che tutto il prodigarsi sulla cultura sostenuta a soldi pubblici è stato fallimentare e la televisione berlusconiana ha imposto il suo modello… com’è vero! Direbbe Gaber. Si torna nella zona sciacquone… non sentite anche voi questo nauseante puzzo di m…. !? Allora, se qualcuno ha voglia di scandalizzarsi, conviene non lasciarsi scoraggiare: ha da passà ‘a nuttata . In definitiva poi, a dirla come Perchisuonalacampana, “non esiste nulla nella vita che non possa essere spiegato da un Beatle!”, ma non chiedete aiuto a uno psicologo… si scandalizzerebbe!
L.A.