La Rivista di questo mese
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La musica e i Reality. Un filo diretto attuale, ma rischioso, che ha voluto sfidare i pregiudizi dei writeupper anziani – intenditori di un certo livello – e dei nuovi iscritti, che avrebbero potuto snobbare il mediatico e la sua descrizione.
In fondo l'obiettivo era proprio questo: infastidire; disturbare il sapere musicale ed il “sapiente”, costringendolo ad affrontare una realtà che lascia perplessi, straniti, titubanti, schifati ma a volte stupiti. Che poi la chiamino Reality poco importa. E' solo un'etichetta, a cui i writeupper hanno risposto in modo diverso, riconoscendo l'efficacia di nuovi interpreti – come ha fatto Blackholesun - o lasciando intendere che si tratta di un approccio musicale sminuente, quasi “apocalittico” per il rock – come ha raccontato Alfredo.
Il racconto, la poesia e la recensione: i writeupper come sempre hanno variato il loro linguaggio per trattare il medesimo contenuto. Ma agli scritti di questi mesi se ne sono aggiunti alcuni del passato, scelti proprio per la loro spontaneità, risalendo infatti ad un tempo in cui questo filo diretto era ancora impensabile.
Ci sono frasi che vorresti aver scritto tu. Di quelle che – commentò, una volta, Ismael in uno scritto non suo – imprimeresti nero su bianco su un biglietto prima di farla finita.
“Di notte il mondo è giusto perchè sta dormendo” - io avrei scritto questa, ma – fortunatamente – non mi era mai venuta in mente.. A me no, ma a Pier Davide Carone, si! Chi è Pier Davide Carone? E' il concorrente di uno dei reality-music più seguiti in tv.
L'avesse scritto Rino Gaetano o anche semplicemente Lucio Battisti, nessun problema, ma...avrei potuto citare Pier Davide Carone? Ed ecco anche per me la presa di coscienza: il Reality...un passaggio semi-obbligato per la visibilità ed un marchio indelebile per il pregiudizio.
E così, infatti, mi è accaduto. Un mio amico si è accorto della canzone che stavo ascoltando e mi ha quasi rimproverata, adducendo che ormai sono una “professionista”...
Avrei potuto rispondergli tante cose. Avrei dovuto spiegargli che di notte il mondo si spegne, consentendo alla maggior parte dei fenomeni criminosi di consumarsi e ai benpensanti di far finta di niente.
Avrei dovuto fargli notare che di notte fare la pace è più facile, perchè le coppie non devono sprecare troppe parole e riescono ad amarsi con meno sensi di colpa. Di notte, infatti,anche al pudore viene sonno e chi non sa dimostrare molto alla luce del sole, sotto le coperte sa farlo al meglio.
Avrei dovuto spiegargli che di notte il mondo è più giusto per due ragioni: perchè anche alcuni cattivi dormono e non possono fare del male, ma soprattutto perchè i giusti riposano e con loro la propria coscienza.
Di notte il bene ed il male si confondono. La percezione delle cose cambia e ciò che di giorno è un errore, di notte si affranca e diventa la cosa giusta... persino amare la donna di un altro uomo o l'uomo di un'altra donna. Come se la luce rendesse tutti i colori luminosi allo stesso modo, mentre nell'ombra diventa possibile coglierne le sfumature.
Di notte il mondo è come il mare d'inverno: intatto. Senza intromissioni, nè contaminazioni. Tutto è incredibilmente al proprio posto.
Un tempo il buio rappresentava il male. L'oscurità costituiva una sorta di prigione immaginaria: il contesto spazio-temporale in cui l'uomo rimaneva da solo. Oggi l'uomo è solo già alla luce del sole. Di notte lo è lo stesso, ma in libertà.
Avrei potuto rispondere tutto questo. Ma era giorno e preferì aspettare che fosse di notte, per pensare anch'io che comunque fosse andata quella giornata, il mondo fosse giusto così.
Antonia Arrabito
